Nell’incontro con l’altro vi è autoscoperta del nostro ego

I rapporti interpersonali, soprattutto i rapporti intimi ci aiutano a capire come siamo veramente in quanto l’intimità col tempo fa sì che i due ego si rivelino nella loro pienezza e completezza.

Il rapporto con l’altro fa inevitabilmente affiorare le nostre debolezze, le nostre pecche, quei  lati oscuri che senza l’interrelazione rimarrebbero nascosti.

“Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa” – Luigi Pirandello

Nell’ incontro con l’altro vi è dunque l’autoscoperta e l’autorivelazione del nostro ego, di alcuni suoi volti inediti. Continua a leggere

cos'è l'ego?

Cos’è l’ego?

L’ego deriva da programmazione esterna, è un’entità figlia del mondo esterno (la società con le sue leggi, credenze, convinzioni, sistema educativo…).

Nasce dall’esigenza di affermare la sua unicità e individualità ed è conseguenza della discesa verso la materia e della separazione dal nostro Creatore.

L’Essere, invece, è la nostra “Essenza”, il nostro vero centro, la nostra parte divina che è stata purtroppo prevaricata dall’ego il quale ha invaso così tanto il nostro mondo interiore da spodestare e relegare in un angolo il nostro vero sé e renderci dimentichi della nostra natura divina, del nostro potere, della nostra magia, delle nostre straordinarie capacità e potenzialità. Continua a leggere

Una disgrazia può rivelarsi una fortuna

“C’era una volta in un lontano paesetto un povero contadino che traeva di che vivere da un campicello che lavorava assieme alla moglie e al figlio e con l’aiuto di un cavallo.

Un giorno il recinto venne lasciato inavvertitamente aperto e il cavallo fuggì. I vicini, appresa la notizia, esclamarono: “Poveretto, che sfortuna, e adesso come farai a lavorare?” Il contadino rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”  Continua a leggere

i chiodi nella staccionata

 I chiodi nella staccionata

“…C’era una volta un ragazzo con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi. Continua a leggere