vivi per lavorare o lavori per vivere

Vivi per lavorare o lavori per vivere?

 

Priorità: vivi per lavorare o lavori per vivere?

 

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vaso di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi di circa 3 cm di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi, risposero di sì.

Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vaso e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.

Allora il professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vaso. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno. Continua a leggere

l'importanza della condivisione
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L’importanza della condivisione


“Gli occhi dell’anima”: l’importanza della condivisione

 

Due uomini, entrambi gravemente malati, condividevano la stessa stanza d’ospedale. Uno dei due doveva sedersi sul letto un’ora al giorno durante il pomeriggio per espellere delle secrezioni polmonari. Il suo letto si trovava accanto all’unica finestra nella stanza.

L’altro uomo, invece, era costretto a trascorrere tutto il suo tempo supino. I due, col passare del tempo, si ritrovavano a parlare per ore. Parlavano delle loro mogli, delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, della loro esperienza al servizio militare e dei luoghi dov’erano stati in vacanza. Ogni pomeriggio, quando l’uomo nel letto vicino alla finestra si poteva sedere, passava il tempo a descrivere al suo compagno di stanza tutto ciò che vedeva fuori dalla finestra. Continua a leggere

Costruire relazioni vincenti
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È possibile costruire relazioni vincenti?


Tratto dal libro: Come costruire relazioni vincenti 

 

“Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esteriore che interiore; se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio; se accetti come insegnanti tutti quelli che incontri strada facendo; e se sei preparato soprattutto ad accettare alcune realtà veramente scomode di te stesso, allora la verità non ti sarà preclusa” – Elizabeth Gilbert

Questo testo non vuole far luce sui complessi meccanismi che regolano le relazioni, ma farti capire che l’altro (il partner, l’amico, il parente, il datore di lavoro, il conoscente, l’estraneo), tutte le persone, insomma, con cui vieni a contatto, soprattutto quelle con cui sei in intimità, possono aiutarti a crescere e a capire chi sei veramente. Continua a leggere

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È possibile diventare il numero uno?


Diventare il numero uno

Diventare il numero uno

È possibile eccellere in qualsiasi ambito e sviluppare il proprio massimo potenziale? Pensi che ci voglia talento e che il talento sia innato? Sì?

Mi dispiace contraddirti, ma non è proprio così in quanto allenando mente e cervello possiamo migliorare in maniera sorprendente le nostre prestazioni e abilità.

Ogni nostra abilità per quanto speciale e unica viene appresa grazie all’allenamento, alla definizione e pianificazione di obiettivi specifici e all’applicazione di strategie mirate.

Tutti possiamo eccellere in qualcosa purché non ci facciamo limitare da false convinzioni come quella della mancanza di talento.

Conosci Roger Bannister? È un ex atleta britannico che nel maggio del 1954 è riuscito  a correre un miglio in 3 minuti, 59 secondi e 4 decimi. Prima di allora si pensava che correre un miglio in meno di 4 minuti fosse un’impresa impossibile, fuori dalla portata degli esseri umani. Continua a leggere