la vita è come un'eco
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Attenzione: la vita è come un’eco

 

La vita è come un’eco: ti restituisce ciò che dai

 

Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne… All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò: “AAAhhhhhhhhhhh!”

Con suo grande stupore, il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva: “AAAhhhhhhhhhhh!”

Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?” E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”

Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”

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come raggiungere un obiettivo
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Come raggiungere un obiettivo: 10 step


Decalogo per formulare in modo corretto un obiettivo

 

Ci sono sicuramente delle caratteristiche che rendono un obiettivo più o meno raggiungibile, già dal principio, all’atto della stesura stessa. Molto spesso non perveniamo alla realizzazione di un obiettivo semplicemente perché abbiamo sbagliato già in partenza nel definirlo, complicandoci la vita da subito.

Il decalogo qui proposto potrà esserti molto utile per formulare i tuoi obiettivi in modo corretto.

I 10 step di un obiettivo ben formulato

Un obiettivo ben formulato deve essere:

1. Specifico, definito e misurabile

Questo è il primo scalino nel quale le persone inciampano e che impedisce a molta gente di raggiungere ciò che desidera perché si limita a fare vaghe generalizzazioni: «Voglio fare carriera», «Mi piacerebbe migliorare», «Il mio obiettivo è guadagnare di più».

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il potere del pensiero e della visualizzazione
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Il potere della visualizzazione: sai cos’è?

il potere della visualizzazione

Fai tuo il potere della visualizzazione

“La nostra mente non distingue un’esperienza vividamente immaginata da un’esperienza realmente vissuta” –  Maxwell Maltz

Siamo i timonieri della nostra nave. Un medico americano, Maxwell Maltz, sviluppò una nuova tecnica psicologica che battezzò psicocibernetica, ovvero l’arte e le tecniche per manovrare la nostra mente, visto che la cibemetica è un scienza meccanica che studia il movimento delle macchine (in greco kybernétes significa «timoniere»).

Maltz, che era un chirurgo plastico, osservò come, dopo un’operazione con cui veniva modificato il loro aspetto fisico, molte persone subissero anche sensibili cambiamenti caratteriali, quasi il ritocco estetico le avesse aiutate a diventare più sicure e più forti. Ma notò anche che altre, per quanto sottoposte a interventi che ne miglioravano notevolmente l’immagine, continuavano a sentirsi brutte o sfigurate e a comportarsi di conseguenza, come se negassero quei cambiamenti fisici che chiunque poteva vedere.

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