Si fa un gran parlare di pensiero positivo, di affermazioni, di mantra, ma si stenta a comprendere che il vero pensiero positivo scaturisce solo dalla connessione con una dimensione interiore serena, per cui, se questa manca, il pensiero positivo si ridurrà a essere semplicemente un’apparenza di positività che camuffa la grande massa nascosta di pensiero negativo.

È la massa nascosta che crea e non lo strato superficiale, ecco perché la trovata del pensiero positivo non funziona nella maggior parte dei casi e ci porta anche fuori strada, poiché ci induce a credere che le emozioni negative siano da bandire sempre e comunque.

Ripetere che tutto va bene, che siamo bravi, forti, sicuri e felici, quando in realtà non lo siamo affatto, significa mentire a noi stessi e ostacolare il lavoro della nostra parte interiore, la quale, attraverso il malessere e le emozioni negative, ci avverte di un disagio interiore che va riconosciuto e guarito, e non occultato e sopraffatto da vane affermazioni positive.

“Un esempio di come il pensiero positivo possa essere usato in maniera distorta è quando ti trovi in una situazione in cui provi malessere, ma cerchi di fartela andare bene comunque. Magari sei insoddisfatto del tuo lavoro, frequenti un ambiente che ti crea nervosismo o vivi una relazione che ti toglie energia, ma ti dici: “Devo pensare agli aspetti positivi di questa situazione”, “Meglio essere grati perché c’è di peggio”, “Devo sforzarmi di adattarmi e non lamentarmi”. In pratica usi intenti positivi per negare il tuo disagio, nel senso che non lo ascolti, lo metti da parte, non ti fidi di lui e di quello che vuole dirti. E se questo disagio volesse farti notare che è arrivato il momento di prendere una strada diversa e che non è più il caso di farti andare bene situazioni disfunzionali? Se pensi positivo, ma rimani dove sei infelice, non stai pensando positivo… ti stai arredando la prigione”.

Camilla Ripani

Pensare positivo non è reprimere le emozioni

Noi crediamo erroneamente che le emozioni positive, quelle che ci fanno stare bene, siano da desiderare e da accogliere, mentre quelle negative siano da evitare e da rifuggire. Sebbene questa preferenza sia comprensibile, occorre capire che tutte le emozioni sono importanti perché racchiudono messaggi del nostro inconscio. Anzi, spesso, sono proprio le emozioni negative che ci permettono, se facciamo nostro il loro messaggio, di compiere quel salto di qualità che ci riconduce a casa, verso il nostro vero centro.

“Non scartare occasioni ed emozioni soltanto perché le reputi negative. Tutti i volti della vita si possono affacciare in te: segui quindi un ideale di completezza anziché di perfezione. Gli stati d’animo e le situazioni che si presentano nel corso dell’esistenza sono il polline della tua anima, senza il quale non potresti fiorire. […] Qualcosa in te cresce, si evolve e produce ciò che sei, come il seme nel mondo vegetale: se lo assecondi non hai più bisogno dei pareri e degli applausi, riscopri in modo spontaneo che la vita è fatta di imprevisti, di cambiamenti, di incertezza, di novità, di sconfitte e successi, di gioie e dolori. È avventura incessante, è magia, è alba e tramonto, addii e incontri”.

Davide Mosca

Cosa fare allora di fronte a un’emozione negativa? Far finta di niente e ripeterci che tutto va bene? Distrarci, scrollarcela di dosso prima possibile? Reprimerla e trovare magari rifugio in dipendenze come fumo, alcol e droga? Continuare a recitare la parte di chi sta sempre bene? No! Occorre accogliere l’emozione, porsi in ascolto e interiorizzarne il messaggio.

Accoglierla significa starci sopra e sentire l’intensità di ciò che proviamo in quell’istante: paura, ansia, disagio, sofferenza, dolore… Abbracciare ciò che sentiamo dentro ci consentirà di familiarizzare con quell’emozione e avvertire con sempre minore intensità il disagio e la paura iniziali.

Accogliere ha lo stesso effetto che il calore ha sull’acqua: quando l’acqua è sottoposta a cento gradi, muta stato, diventa altro, trasmuta in altra energia, diventa vapore. La stessa cosa accade con le emozioni: se le accogliamo, rimanendoci sopra senza scappare, a un certo punto, trasmutano in qualcos’altro, mutano natura energetica.

Alla fase dell’accoglienza deve seguire necessariamente l’ascolto. Porsi in ascolto significa introiettare il messaggio che quell’emozione vuole veicolarci. Cosa dice di noi quell’emozione? Cosa vuole insegnarci? Dove vuole portarci? Quale consapevolezza vuole farci acquisire?

Se, ad esempio, soffriamo di ansia, quell’ansia che affiora ha lo scopo di veicolarci precisi messaggi: forse, vuole farci capire che corriamo troppo e dobbiamo rallentare, o forse vuole dirci che ci siamo addossati più pesi di quanto ne possiamo portare, o che dobbiamo mollare la presa su qualcosa che per noi non è più funzionale, o forse vuol farci capire che non possiamo tenere tutto sotto controllo e pretendere che tutto vada sempre bene e sia perfetto, o forse, al contrario, vuole indurci ad allargare gli orizzonti e uscire da una routine che è troppo monotona e poco congeniale a coltivare quel senso di infinito che è in ciascuno di noi…

Una volta compreso e interiorizzato il messaggio, ecco che l’emozione, assolto il suo compito, se ne va, sfuma, muta in un’energia di grado superiore, per cui l’ansia, la paura o magari il dolore lasciano posto alla pace e alla serenità interiori, e così cresciamo e ci rinnoviamo giorno dopo giorno.

Il vero pensiero positivo consiste dunque nell’affidarci alla nostra dimensione interiore e lasciarci guidare, permettendo che sia lei a scegliere i mezzi attraverso i quali veicolarci i suoi messaggi. Affidarci significa fluire con la vita ed essere consapevoli che le cose vanno esattamente così come devono andare e che tutto ciò che ci capita ha un senso e ci permette di portarci avanti in quel cammino evolutivo che caratterizza la nostra esistenza.

Il pensiero positivo non teme le difficoltà

 

Pensare positivo non significa selezionare la realtà, accettare ciò che ci piace e demonizzare il resto, e non significa nemmeno scansare difficoltà e rifuggire le emozioni negative con la pretesa di vivere solo quelle positive.
Non è importante ciò che accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade. Siamo sempre noi che decidiamo di essere felici, indipendentemente da ciò che succede là fuori, e possiamo esserlo se impariamo con serenità ad accettare gli eventi negativi e a godere di quelli positivi.
La vita è bella perché è varia e piena di sorprese: non possiamo aspettarci che tutto vada sempre liscio, che non ci siano perturbazioni, travagli, ostacoli… Se fosse sempre tranquilla perderebbe parte del suo fascino e non ci permetterebbe di acquisire spessore e profondità interiori.
Gli ostacoli servono a farci crescere e sono come le onde per il surfista: il surfista non le evita, le accetta con gioia, va loro incontro, le cavalca, perché sa che affrontarle sarà comunque una bella esperienza, anche se dovesse cadere e poi rialzarsi per tentare di nuovo.

“Il pensiero positivo vuole impedirti di rimuginare sui problemi e di concentrarti a oltranza su quello che non va, vuole tirarti fuori da un atteggiamento di cinismo e sfiducia per aiutarti a comprendere che si può vivere diversamente. Il vero pensiero positivo desidera dare forza a un’ottica costruttiva, non perché ci sia bisogno di illudersi, non perché i problemi non esistano, ma perché le immagini a cui dai attenzione sono quelle che prima o poi diventano protagoniste della tua realtà. Allenarti a cercare il lato positivo degli eventi, aprirti alle infinite possibilità dell’essere e confidare nella benevolenza dell’esistenza e nel fatto che i tuoi pensieri e le tue azioni sono il mezzo attraverso cui dai istruzioni alla vita su come accoglierti mette in moto straordinarie alchimie. Ecco, tutto questo è pensare positivo e non ha niente a che fare con il voltare le spalle ai disagi. Ben venga il pensiero positivo perché ti aiuta a focalizzarti su frequenze più leggere, ma a patto di non strumentalizzarlo per rinnegare quelle sensazioni negative che andrebbero ascoltate.”.

Camilla Rapani

Questo testo è attinto dal libro Trasforma la tua vita con la conoscenza delle Leggi universali di Bianca Rifici

Pensiero positivo tratto dal libro "Trasforma la tua vita con la conoscenza delle leggi universali".

 

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