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Come eliminare le cicatrici emotive

Cicatrici emotive, Maxwell Maltz

Come le cicatrici emotive ci alienano la vita

 

Quando ricevete un’offesa fisica come per esempio un colpo in pieno viso, il vostro corpo forma tessuti cicatrizzati più resistenti e più duri di quelli originari. Lo scopo di questi tessuti è formare uno strato o un guscio protettivo, risorsa della natura per assicurarsi contro un’altra offesa nello stesso posto.

Noi siamo portati a fare quasi la stessa cosa ogniqualvolta riceviamo un’ingiuria emotiva o quando qualcuno ci danneggia o ci irrita. Formiamo cicatrici emotive o spirituali per autoproteggerci e siamo molto abili a ritirarci in un guscio protettivo e a divenire duri di cuore e insensibili al mondo.

Molti uomini hanno profonde cicatrici emotive che provocano lo stesso risultato sulla loro personalità. Queste persone sono state ferite o offese da qualcuno nel passato, e per guardarsi da future ingiurie provenienti dalla stessa fonte hanno dato vita a una cicatrice emotiva che protegge il loro io, quasi una sorta di muro emotivo attraverso il quale né amici né nemici riescono a passare.

Una donna che è stata “offesa” da un uomo fa voto di non fidarsi mai più di nessuno. Un bambino il cui io ha dovuto soffrire per colpa di un dispotico e crudele  genitore o maestro può giurare a se stesso di non confidare mai più in futuro in una qualsiasi autorità. Un uomo il cui amore è stato respinto da una donna può fare voto di non compromettersi mai più emotivamente.

Come nel caso di una cicatrice facciale, anche un’eccessiva protezione contro la fonte originaria dell’offesa ci può rendere  più vulnerabili e procurarci danni ancora maggiori in altri campi. Il muro emotivo da noi costruito come protezione contro una data persona ci separa da tutti gli altri esseri umani e persino dal nostro io reale. La persona che si sente sola o che non ha contatti con il resto del mondo viene anche a trovarsi tagliata fuori dal suo io reale, dalla sua stessa vita.

 

Le cicatrici emotive creano un’immagine dell’io brutta e falsata

 

Le cicatrici emotive del nostro io hanno anche un altro aspetto negativo: portano alla formazione di un’immagine dell’io sfregiata e falsata, di una persona non amata e non accettata dagli altri esseri umani, di una persona che non riesce a inserirsi nella società in cui vive.

Le ferite emotive impediscono di avere una vita creativa e di essere ciò che il dottor Arthyr W. Combs chiama “un essere che realizza compiutamente se stesso”. Lo scopo di ogni essere umano deve essere quello di diventare “un essere che si realizzi compiutamente”, e questa è una meta da raggiungere, non una condizione già esistente al momento della nascita.

Tre regole per immunizzarvi contro le offese spirituali

  • Abbiate un’alta stima di voi stessi

È un fatto psicologicamente accertato che coloro che si offendono per nulla hanno una bassissima stima di se stessi. Noi siamo offesi da quelle cose che consideriamo come minacce al nostro io o alla stima di noi stessi. Attacchi emotivi immaginari, che non vengono assolutamente notati da coloro che hanno una salda stima di se stessi, sconvolgono terribilmente coloro che non si sentono sicuri di sé. Anche urti o ferite reali che infliggono una terribile offesa all’ego delle persone che hanno poca stima di se stesse non intaccano minimamente l’ego delle persone che, al contrario, hanno molta fiducia in se stesse.

Tutti noi abbiamo bisogno di una certa durezza emotiva e di una certa sicurezza nel proprio io per proteggerci da minacce immaginarie e reali, ma non è salutare per il nostro organismo essere completamenti coperti da un guscio come le tartarughe.

  • Abbiate fiducia in voi stessi

Colui che sente che il suo valore viene minacciato da una piccola osservazione ha un io molto debole e pochissima fiducia in se stesso. Si analizza in continuazione, si preoccupa sempre di se stesso, è preso da ciò che noi chiamiamo “egotismo”.

Quando, invece, un individuo ha fiducia in se stesso, non si sente minacciato dalle piccole contrarietà: le ignora semplicemente, senza dar loro minima importanza. Anche le più profonde ferite emotive guariranno più presto e senza lasciare tracce; esse non provocheranno la putrefazione di piaghe che avvelenano la vita e distruggono la felicità di coloro che hanno scarsa fiducia in se stessi.

  • Eliminate la tensione ed eliminerete le ferite emotive

Se vi fate un taglio ed esso guarisce naturalmente, il tessuto cicatriziale si formerà perché vi è una certa tensione al di sotto della ferita che spinge la superficie della pelle e crea una sorta di lacuna che viene colmata dal tessuto cicatriziale. Quando un chirurgo  estetico  esegue un intervento, non solo unisce strettamente la pelle per mezzo di suture, ma asporta un piccolissimo lembo di carne al di sotto della pelle in modo che non vi sia tensione. L’incisione, pertanto, guarisce levigatamente e uniformemente senza cicatrici superficiali che sfigurino.

È interessante notare che la stessa cosa accade nel caso di una ferita emotiva. Se non vi è tensione, non resta alcuna cicatrice emotiva sfigurante. Avete mai notato come sia facile sentirsi feriti nei propri sentimenti o offendersi quando  si è in stato di tensione per delusione, ira o depressione?

Ci rechiamo a lavorare depressi e di cattivo umore o sentendoci poco fiduciosi in noi stessi a causa di qualche contrarietà. Arriva un amico e fa un’osservazione buffa; nove volte su dieci rideremmo, penseremmo che è buffo o non ci faremmo caso rispondendo con una battuta di spirito. Ma non oggi. Oggi siamo in stato di tensione, dubitiamo di noi stessi, ci sentiamo insicuri e ansiosi.

Prendiamo l’osservazione nel modo sbagliato, ci offendiamo e ci irritiamo, e così comincia a formarsi una cicatrice emotiva. Questa semplice esperienza di ogni giorno illustra molto bene il principio che noi ci offendiamo e ci irritiamo emotivamente non tanto a causa degli altri o di ciò che dicono o non dicono, ma a causa del nostro stesso atteggiamento e della nostra reazione.

La sensazione  di irritazione o di offesa è semplicemente questione di reazione; infatti essa è la nostra reazione. Dobbiamo preoccuparci delle nostre reazioni, non di quelle degli altri. Possiamo irrigidirci, irritarci, diventare ansiosi o pieni di risentimento oppure possiamo non avere affatto reazioni, rimanere rilassati e non provare alcun senso di offesa.

Nessuno può arrecarmi danno se non io stesso”, disse San Bernardo, “il male che soffro lo porto con me e non sono vittima che delle mie stesse colpe”.

Solo voi siete responsabili delle vostre risposte e delle vostre reazioni. Voi non siete affatto obbligati a reagire, potere restare rilassati senza provare offesa.

Una plastica spirituale vi farà apparire e sentire più giovane

Cercate di farvi una plastica spirituale. È più di un gioco di parole. Essa apre la strada a una vita migliore, a una maggiore vitalità e vi dà la stoffa della giovinezza. Vi sentirete e avrete un aspetto più giovanile.

Guardatevi intorno. Chi sono coloro che voi conoscete, al di sopra dei quaranta, che hanno un aspetto giovanile? Sono i pessimisti? Coloro che sono pieni di risentimento? Gli scontenti? Coloro che sono inaspriti verso tutto il mondo? O piuttosto le persone che hanno un buon carattere, che sono allegre e ottimiste?

Nutrire rancore verso qualcuno e verso la vita vi fa incurvare come dei vecchi, proprio come si curverebbe una persona che ha un pesantissimo fardello sulle spalle. Coloro che hanno cicatrici emotive e portano rancore vivono nel passato, cosa caratteristica dei vecchi.

L’atteggiamento e lo spirito giovanile, invece, spianano le rughe dell’anima e del volto, accendono una scintilla negli occhi di coloro che sono protesi verso il futuro e si aspettano serenamente ancora molte cose. Quindi perché non farvi una plastica spirituale?

Il contenuto di questo articolo è tratto  dal libro Psicocibernetica di Maxwell Maltz

Psicocibernetica di Maxwell Maltz

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