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Come effettuare un cambiamento duraturo

Come effettuare un cambiamento duraturo

4 strategie per effettuare un cambiamento duraturo.

 

Affinché un cambiamento sia duraturo nel tempo, bisogna fare «CRAC»! «Devi rompere qualcosa?» Certamente! Devi rompere i vecchi schemi di pensiero e comportamento, sostituendoli con altri nuovi e più produttivi. «CRAC» è l’acrostico che, oltre a richiamare il suono onomatopeico dello spezzarsi di qualcosa, evidenzia i passi fondamentali che è necessario effettuare per arrivare al tuo scopo:

  1. Consapevolezza
  2. Rottura dello schema
  3. Alternativa potenziante
  4. Condizionamento

Consapevolezza

Qualsiasi dottore prima di decidere come muoversi, effettua una diagnosi, analizza la situazione e cerca di capire esattamente dove e in che modo andare ad operare. Il primo passo per effettuare un cambiamento duraturo è quindi capire cosa vuoi veramente, qual è il tuo obiettivo e cosa, in questo momento, ti impedisce di raggiungerlo.

Rendi chiaro a te stesso quale modulo o schema di comportamento ti sta limitando e quale, invece, è necessario che tu metta in pratica per ottenere ciò che vuoi. Decidere ciò che veramente vuoi ti permetterà di identificare il tuo stato attuale rispetto a quello desiderato e di avere chiaro come raggiungerlo.

È necessario poi trovare una «leva», una motivazione abbastanza forte da spingerti ad adottare il nuovo comportamento vincente e ad abbandonare quello improduttivo che ti impedisce di realizzare ciò che vuoi.

La leva è spesso l’elemento singolo più importante nella realizzazione di un cambiamento a lungo termine: ogni forma di terapia può funzionare, infatti, sul breve periodo, ma nessun approccio terapeutico sarà abbastanza efficace sul lungo periodo se non è sostenuto da un motivo sufficientemente forte per cambiare adesso e per non tornare più sui propri passi.

I due elementi che ci possono permettere di trovare una leva abbastanza forte da spingerci al cambiamento sono piacere e dolore. È quindi indispensabile che tu riesca ad associare una quantità di dolore insopportabile al fatto di non cambiare ora e un enorme piacere all’esperienza di cambiare in questo momento.

Domande tipo: «Cosa mi costerà non cambiare ora?», «cosa mi potrebbe succedere in futuro se non cambio adesso?», «quali saranno le conseguenze negative del non farlo?» naturalmente ti indurranno ad associare pensieri negativi all’idea di non cambiare, mentre chiederti «come migliorerà la mia vita se cambio questo?», «come mi farà stare averlo fatto?», «quali vantaggi darà a chi amo il mio cambiamento?», «cosa potrò dare in più ai miei figli?» sono tutte domande che ti focalizzeranno sugli aspetti positivi del cambiamento.

Ricorda: chiunque ha un punto di leva! Chiunque ha una motivazione abbastanza importante per cambiare, basta trovarla.

 

Rottura dello schema

Non ti resta ora che abbandonare il modello di comportamento negativo. Puoi essere profondamente motivato a cambiare, ma se continui a ripetere ogni volta le stesse azioni, nessun tentativo potrà mai andare a buon fine: per poter introdurre un nuovo modello di comportamento è quindi assolutamente necessario interrompere la precedente strada neurologica e crearne una nuova.

Pensa a quest’esempio per capire meglio: per ascoltare i vecchi dischi in vinile occorreva che la puntina ne seguisse i solchi predefiniti. Per zittire per sempre quella musica bastava allora rigare il disco e interrompere così lo scorrere della puntina.

Anche nel nostro cervello abbiamo dei «solchi», formati dal passaggio di informazioni tra cellule cerebrali, un insieme di sinapsi definito «engramma» o «traccia mnestica».

Pensa semplicemente questo: ogni volta che il tuo cervello incamera una nuova informazione è come se venisse calpestato un prato e vi rimanesse la traccia del passaggio. Battendo più volte la stessa traccia si formerà presto un sentiero, un solco indelebile.

Ecco, la nostra corteccia cerebrale è un groviglio intricatissimo di queste strade neurologiche, per noi veri e propri programmi che si attivano in maniera del tutto inconsapevole in presenza di determinati stimoli. Rompere lo schema significa quindi permettere a noi stessi di rispondere diversamente a uno stimolo, sbarrando l’antica strada e iniziando a percorrerne una nuova e alternativa.

 

Creare un’alternativa potenziante

Un cambiamento per definizione prevede un passaggio a qualcosa di diverso, di alternativo e per poter essere tale e positivo necessita di un’alternativa potenziante, che non solo sia più produttiva della precedente, ma che possa soddisfare a un livello più alto i nostri bisogni.

Non è possibile eliminare un vecchio comportamento lasciando un «vuoto» al suo posto. Il cervello cercherà un comportamento sostitutivo che non sempre potrebbe essere buono per noi: per esempio qualcuno che abbia appena smesso di fumare potrebbe sostituire la dipendenza dalla sigaretta con quella da caramelle, dolciumi e «schifezze» alimentari varie che lo porteranno a ingrassare di molti chili in pochissimo tempo.

L’alternativa è stata trovata, ma di certo non potenziante. Se, questa persona, per scaricare tensione e rilassarsi, invece che sostituire il fumo con lo sgranocchiare qualcosa, l’avesse sostituito, per esempio, con il «respirare profondamente», avrebbe trovato certamente un valido comportamento sostitutivo.

È fondamentale che la mente trovi piacere nel nuovo comportamento, perché se il dolore è una grande leva di cambiamento a breve termine, solo associazioni piacevoli garantiscono il perpetuarsi di quel cambiamento nel tempo.

 

Condizionamento

Per installare dentro di noi la nuova alternativa potenziante dobbiamo condizionarla nel tempo, cioè dobbiamo trovare delle strategie e intraprendere delle azioni che ci permettano di trasformare il nuovo sentiero neurologico appena abbozzato in un’autostrada che ci porti automaticamente al nostro nuovo modulo comportamentale.

Vogliamo che percorrere quella strada diventi un automatismo esattamente come accade con le strade della tua città o paese che percorri ogni giorno per andare al lavoro o per tornare a casa: vi hai transitato talmente tante volte che adesso le fai senza neanche pensarci o, addirittura, ti sarà capitato più volte di trovarti a casa senza neanche volerci arrivare, ma semplicemente perché eri soprappensiero e hai percorso in automatico quel tragitto.

La nuova alternativa deve diventare altrettanto abituale e automatica e, perché questo accada, dobbiamo condizionare quel comportamento ripetendolo più volte, ripercorrendo quindi la strada neurologica fino a quando l’alternativa è diventata parte integrante dei nostri schemi mentali e quindi della nostra vita.

Questo post è tratto dal libro Leader di te stesso di Anthony Robbins

leader di te stesso

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