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Comprensione: la strategia vincente per…

La comprensione - Come trattare gli altri e farseli amici

La comprensione può operare miracoli

 

Non sarebbe bello conoscere una formula magica che abbia il potere di porre fine a ogni discussione, di far nascere la reciproca comprensione e di indurre gli altri ad ascoltarci con attenzione? Sì? Bene. Allora cominciate col dire: “Non la biasimo affatto se la pensa così, anzi, se fossi nei suoi panni credo proprio che anch’io farei lo stesso”. Di fronte a una risposta come questa anche il più tremendo orso del mondo diventerà un agnellino.

Le persone che vengono da voi irritate e infuriate hanno ben poca colpa di essere quello che sono. Cercate di capirle: i tre quarti delle persone che incontrate abitualmente hanno fame e sete della vostra comprensione. Concedetegliela e vi vorranno bene.

La comprensione ci permette di ottenere ciò che vogliamo

Jay Mangum rappresentava una società di manutenzione ascensori a Tulsa, nell’Oklahoma, e aveva tra i suoi clienti anche uno degli alberghi più importanti di Tulsa. Il direttore dell’hotel, in occasione di un grave guasto agli ascensori, sapendo che la riparazione avrebbe richiesto almeno otto ore, decise di fermare gli ascensori solo per due ore per non creare fastidi agli ospiti dell’albergo.

Allora Magnum telefonò al direttore e invece di lamentarsi e chiedere il tempo necessario disse: “Rick, so benissimo che il tuo hotel è zeppo e vorresti che l’ascensore venisse riparato in un attimo. Comprendo i tuoi problemi e faremo di tutto per accontentarti. Però la nostra diagnosi della situazione ci dice che se non facciamo un lavoro completo adesso l’ascensore potrebbe bloccarsi molto più a lungo in seguito. So che non vorresti dare un tale incomodo ai tuoi clienti magari per due o tre giorni di seguito!”

Il direttore dovette convenire che un arresto di otto ore era meglio di uno di tre giorni. Mostrando di capire i problemi  del direttore, Magnum potè fargli fare quello che lui voleva senza problemi e senza rancore.

Sol Hurok fu uno dei più importanti impresari americani. Per quasi mezzo secolo ebbe a che fare con artisti del livello di Scialiapin, Isadora Duncan e la Pavlova.  Una prima cosa che Hurok aveva imparato, avendo a che fare con queste star tanto indocili, era la necessità di comprendere, comprendere, e comprendere ancora le loro idiosincrasie.

Per tre anni fu l’impresario di Fjodor Scialiapin, uno dei più grandi bassi che abbiano mai calcato le scene del Metropolitan, eppure Scialiapin dava continuamente problemi. Si comportava come un bambino viziato. Per dirla con una delle frasi inimitabili di Hurok: “Era ogni volta un dannato impiastro”.

Per esempio Scialiapin telefonava a Hurok verso mezzogiorno del giorno in cui doveva cantare e gli diceva: “Sto malissimo, ho la gola ridotta in polpette, non posso cantare stasera”. Hurok non si metteva a discutere: sapeva che un impresario non può trattare così gli artisti. Correva, invece, in camera di Scialiapin pieno di comprensione. “Che peccato! Poverino! Ovvio che non puoi cantare. Vado subito a cancellare la scrittura. Ti verrà a costare almeno duemila dollari, ma non è niente in confronto alla tua reputazione!”

Allora Scialiapin sospirava: “Forse potresti ripassare più tardi. Torna alle cinque e vediamo come sto”. Alle cinque Hurok tornava sempre pieno di comprensione. Di nuovo insisteva nel voler cancellare la serata e di nuovo il basso sospirando diceva: “Prova a passare più tardi, magari mi sento meglio”. Alle sette e mezzo il grande basso accettava di cantare a patto però che Huron annunciasse alla ribalta del Metropolitan che Scialiapin era raffreddato e non era in piena forma. Hurok mentiva di buon grado, ben sapendo che era l’unico modo per indurre il basso a calcare le scene.

La comprensione - Come trattare gli altri e farseli amici

La comprensione ci insegna a vedere le cose dal punto di vista altrui

Il dottor Arthur I. Gates diceva nel suo splendido libro Educational Psychology: “Tutto il genere umano anela a essere capito, compreso. Il bambino quando si fa male mostra subito i lividi e le piccole ferite per destare simpatia nei grandi; allo stesso modo gli adulti parlano volentieri dei loro problemi, delle malattie, delle operazioni chirurgiche… A tutti piace venir compassionati per delle sventure reali o immaginarie che siano”.

Ricordate che il vostro interlocutore può anche avere torto marcio, ma è convinto del contrario. Non condannatelo per partito preso, tutti gli stupidi ne sarebbero capaci. Cercate di capirlo. Solo le persone sagge, tolleranti e fuori del comune ci riescono.

C’è sempre un motivo se gli altri si comportano in un certo modo. Scovate questo motivo e avrete in mano la chiave del loro comportamento, per non dire addirittura della loro personalità. Cercate onestamente di mettervi nei panni del vostro interlocutore. Chiedetevi: “Se fossi nei panni di questo qui, come mi sentirei? Come reagirei?” ed eviterete di sprecare tempo e di arrabbiarvi per nulla, perché interessandosi alla causa, si avverte minore avversione per l’effetto a essa collegato. Inoltre diventerete sempre più abili nel campo delle relazioni umane.

Il successo nei rapporti interpersonali dipende dalla capacità di vedere le cose dal punto di vista altrui. Il dottor Gerald  Nirenberg commenta: “Nella conversazione l’accordo si raggiunge immediatamente se mostrate di considerare le idee e i sentimenti dell’altro altrettanto importanti dei vostri. Cominciate a parlare dando all’altro la possibilità di guidare il dialogo nella direzione voluta e date più importanza a quello che sentite anziché a quello che dite. Accettando il punto di vista dell’interlocutore, lo indurrete a mostrarsi altrettanto aperto quando si troverà ad ascoltare le vostre opinioni”.

Se acquisirete l’abitudine a pensare sempre dal punto di vista del vostro interlocutore, a vedere le cose dall’altrui angolazione oltre che dalla vostra, porrete le basi per una comunicazione di successo.

Questo articolo è tratto dal libro Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie

Deli Carnegie, Come trattare gli altri e farseli amici

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