cos'è l'ego?

Cos’è l’ego?

L’ego deriva da programmazione esterna, è un’entità figlia del mondo esterno (la società con le sue leggi, credenze, convinzioni, sistema educativo…).

Nasce dall’esigenza di affermare la sua unicità e individualità ed è conseguenza della discesa verso la materia e della separazione dal nostro Creatore.

L’Essere, invece, è la nostra “Essenza”, il nostro vero centro, la nostra parte divina che è stata purtroppo prevaricata dall’ego il quale ha invaso così tanto il nostro mondo interiore da spodestare e relegare in un angolo il nostro vero sé e renderci dimentichi della nostra natura divina, del nostro potere, della nostra magia, delle nostre straordinarie capacità e potenzialità.

Molti nomi sono stati utilizzati per identificarlo: “io psicologico”, “falso sé”, “falso io”, “sfidante”, “difetti psicologici”, “parassita”… tutti nomi con prevalente connotazione negativa perché l’ego è a ragione ritenuto la causa di tutti i nostri mali.

Qualcuno lo definisce, “l’antitesi dello spirito” perché opera in opposizione allo spirito, spadroneggia,  detta leggi ed è in tutto il suo operato sostenuto dalla mente che lo alimenta e lo aizza con i suoi pensieri negativi e con i suoi malsani ragionamenti.

È stato anche bollato come “il parassita dell’uomo” perché sfrutta le nostre risorse a suo vantaggio andando contro gli interessi e le aspirazioni proprie dell’Essere.

È lui, infatti,  che ci incita ad essere  i primi, a dominare e primeggiare sugli altri. Ci spinge al possesso di cose e persone perché da questo trae un falso senso di sicurezza.

Nega sempre l’evidenza dei fatti ed è restio ad ammettere le sue responsabilità. Anziché dare preferisce ricevere, antepone il proprio bene e la propria soddisfazione a quella altrui, è ambizioso e vanaglorioso.

Ama l’apparenza più che la sostanza ed  è costantemente orientato verso l’esterno e all’esterno persegue la sua affermazione, crea il suo mondo, cerca lodi e riconoscimenti.

Nelle relazioni è possessivo, pieno di pretese, sempre e comunque  insoddisfatto. Ha difficoltà a dare amore disinteressato e incondizionato: ama perché vuole essere amato.

Non ha un volto unico, è  un’entità dai mille volti  e ogni volto è espressione di tutti quei difetti psicologici che contraddistinguono la nostra natura imperfetta: orgoglio, invidia, gelosia, contesa, lussuria, senso di possesso,  giudizio…

cos'è l'ego'

Pirandello diceva che non siamo  “uno”, ma “centomila”  perché la legione di ego che portiamo al nostro interno ci fa sentire divisi, scissi, dimidiati, frammentati.

Non siamo più uno, siamo centomila quindi “nessuno”  e ci sentiamo tali perché abbiamo perso il contatto con la nostra vera essenza, con il nostro vero centro.

“Ogni uomo ha in sé diversi uomini, e la maggior parte di noi rimbalza da un’identità all’altra senza nemmeno sapere chi è”- Paul Auster

Luce e tenebre, inferno e paradiso, dottor Jekyll e mister Hayde sono in lotta dentro di noi e sono riflesso del conflitto tra i nostri due centri: il vero centro rappresentato dal sé divino e il falso centro rappresentato dall’ego.

E in questa perenne lotta è quasi sempre l’ego che  vince, spadroneggia, sottomette il nostro Essere, lo riduce al silenzio, lo soffoca, lo rende prigioniero.

San Paolo nella lettera ai Romani (7:21-23) voleva fare riferimento proprio a questo conflitto interiore quando scrisse: “Trovo dunque nel mio caso questa legge: che quando desidero fare ciò che è giusto, ciò che è male è presente in me. Realmente mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo che sono interiormente, ma vedo nelle mie membra un’altra legge che combatte contro la legge della mia mente e mi conduce prigioniero alla legge del peccato che è nelle mie membra. Misero uomo che sono!”.

San Paolo avvertiva  il peso di questa lotta quotidiana tra la natura imperfetta dell’ego e la ricerca del bene propria del “sé divino”.

Cos'è l'ego?

E noi?  Nelle relazioni, nelle normali attività quotidiane ci lasciamo guidare dall’ego o dal nostro “sé divino”?

Difficilmente lo capiremo se non abbiamo l’abitudine di osservare  il nostro comportamento,  se non stiamo in guardia così da cogliere le continue interferenze dell’ego le quali  vanno  individuate, analizzate, per poi  poterle controllare e trasmutare con amore.

La gelosia va trasmutata in rispetto e fiducia dell’altro, l’avarizia in generosità, la rabbia in mitezza, l’impazienza in pazienza, l’orgoglio in umiltà, l’egoismo in altruismo, la vendetta in perdono, la paura in sicurezza…

Gli illuminati, i santi sono diventati tali perché sono riusciti  a liberare il loro vero sé dalle grinfie dell’ego, restituendogli dignità e posizione originaria.

Non dimentichiamo comunque che l’ego è parte di noi, è anche la nostra personalità e va dunque accettata ed integrata, anziché combattuta.

Va equilibrata tramite un lavoro su di sé che sia capace di trasmutare i difetti in pregi, gli atteggiamenti egoici in atteggiamenti altruistici il che equivale a rieducarci a desiderare non soltanto il nostro bene e la nostra felicità, ma anche il bene e la felicità altrui.

MANDAMI QUALCUNO DA AMARE

Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo,
quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro;
quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato, fa che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona.
Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli…

Madre Teresa di Calcutta

Anziché sentirci “separati”, dobbiamo imparare a considerare l’altro come noi stessi per cui tutto ciò che gli diamo in realtà lo diamo a noi stessi: tutto ci ritorna in bene e in male.

“Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova” –  San Francesco d’Assisi

Non osteggiamo dunque il nostro Ego, rieduchiamolo piuttosto con amore e pazienza  e serviamocene per compiere il nostro percorso di risveglio, di riscoperta della nostra divinità e di identificazione finale con la fonte divina di cui siamo figli.

Felice qui e ora di Bianca Rifici

Compiamo il percorso inverso, dall’Ego alla fonte divina così da riappropriarci del controllo totale del nostro Essere.

Consideriamolo non come un nemico, perché ricordiamoci che ciò che si combatte, ciò cui si resiste, persiste, diceva Jung.

Guardiamolo piuttosto come un alleato necessario al nostro percorso di crescita personale e spirituale perché solo conoscendo la sua natura e trasmutandola con amore potremo avvicinarci sempre più al Supremo approdando alla piena realizzazione della nostra natura divina.

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