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È possibile diventare il numero uno?


Diventare il numero uno

Diventare il numero uno

È possibile eccellere in qualsiasi ambito e sviluppare il proprio massimo potenziale? Pensi che ci voglia talento e che il talento sia innato? Sì?

Mi dispiace contraddirti, ma non è proprio così in quanto allenando mente e cervello possiamo migliorare in maniera sorprendente le nostre prestazioni e abilità.

Ogni nostra abilità per quanto speciale e unica viene appresa grazie all’allenamento, alla definizione e pianificazione di obiettivi specifici e all’applicazione di strategie mirate.

Tutti possiamo eccellere in qualcosa purché non ci facciamo limitare da false convinzioni come quella della mancanza di talento.

Conosci Roger Bannister? È un ex atleta britannico che nel maggio del 1954 è riuscito  a correre un miglio in 3 minuti, 59 secondi e 4 decimi. Prima di allora si pensava che correre un miglio in meno di 4 minuti fosse un’impresa impossibile, fuori dalla portata degli esseri umani.

Dopo un solo anno, diversi atleti scesero sotto la soglia dei 4 minuti… Bannister aveva mandato in frantumi una convinzione fortemente limitante permettendo a molti altri atleti dopo di lui di compiere ciò che prima era considerato “umanamente impossibile”.

Imposta il tuo pilota automatico

“La mente è una specie di pilota automatico, che, una volta impostato, ci porta là dove gli abbiamo indicato. Il raggiungimento o meno della meta, ovvero il successo o l’insuccesso, dipendono da come noi, i timonieri, abbiamo impostato il nostro pilota automatico. Ma per poter dare le coordinate giuste dobbiamo esserne noi stessi a conoscenza: chi ha vissuto il successo e pensa sinceramente di meritarselo darà alla sua mente precise coordinate, ben diverse da quelle di chi conosce l’insuccesso.

I successi o gli insuccessi che abbiamo sperimentato sono ciò che forma il nostro sistema di credenze e diventa il meccanismo di coordinate inconsce per tutte le destinazioni che vogliamo raggiungere nella vita” Roberto Re

Che ci crediamo o no le nostre credenze influenzano l’uso del nostro potenziale, le azioni che compiamo e i risultati che otteniamo.

“Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione” – Henry Ford

La scienza ha ampiamente dimostrato che il nostro potenziale è enormemente superiore a quello che solitamente utilizziamo (stimato tra l’uno e il dieci per cento, secondo i diversi studi).

Capite? Utilizziamo solo una minima parte del nostro potenziale perché frenati e bloccati da convinzioni limitanti. Quando invece crediamo fermamente di poter fare qualcosa generiamo quella forza interiore che ci permetterà di attingere al nostro pieno potenziale.

Se credi di essere battuto, lo sarai.
Se ritieni di non saper osare, non oserai.
Se vorresti vincere, ma pensi di non riuscirci, è quasi certo che fallirai.
Se immagini di perdere, hai già perso, perché nel mondo è vero che il successo inizia dalla volontà dell’individuo, è nella sua mente.
Se credi di venir surclassato, lo sarai.
Per elevarti devi puntare in alto, devi essere sicuro di te prima di poter vincere un premio.
Le battaglie umane non arridono sempre all’uomo più forte o veloce.
Prima o poi l’uomo che vince sarà l’uomo che crede di poter vincere.

Napoleon Hill

Hai mai visto il film Forrest Gump? Dimostra come un individuo dotato di mezzi molto limitati possa ottenere risultati incredibili se è guidato da convinzioni potenzianti e applica con grande impegno strategie mirate al raggiungimento dei suoi obiettivi.

Convinzioni potenzianti e impegno non bastano comunque a determinare un risultato di successo, occorre una pratica mirata. Che cos’è la pratica mirata?

Pratica mirata significa uscire dalla propria zona di comfort e farlo in modo focalizzato, con obiettivi chiari, un piano per raggiungerli e un sistema per monitorare i progressi e mantenere viva la motivazione.

Caratteristiche della pratica mirata

  • Compiere un certo numero di piccoli passi per raggiungere un obiettivo a lungo termine.

“La via senza una meta, è vagabondaggio”, afferma Seneca, ponetevi dunque degli obiettivi a lungo termine e scomponeteli  in step, in mete a breve scadenza, così da raggiungere i vostri traguardi uno per volta senza ansietà.

  •  Richiedere feedback 

In generale, qualsiasi cosa cerchiate di fare, avrete bisogno di feedback per scoprire esattamente dove e come sbagliate. Senza tali osservazioni  da parte vostra o di osservatori esterni non potete sapere dove avete bisogno di migliorare o quanto siete vicini a centrare gli obiettivi.

  • Uscire dalla propria zona di comfort.

Questa è una verità fondamentale valida per qualsiasi forma di pratica: se non vi spingete mai oltre i limiti di ciò che già sapete fare, non migliorerete mai

Uscire dalla propria zona di comfort significa cercare di fare qualcosa che prima non sapevamo fare. A volte si scopre che è facile, e allora si continua a insistere. Altre volte, invece, ci imbattiamo in un ostacolo che ci blocca, e ci convinciamo che non ce la faremo mai. Trovare il modo di superare questi scogli è uno dei segreti della pratica mirata.

  • “Impegnarsi diversamente” anziché impegnarsi di più

Il modo migliore per superare qualsiasi ostacolo è avvicinarsi a esso da una direzione diversa, ed è uno dei motivi per cui è utile lavorare con un insegnante o con un allenatore. Una persona che conosce già il genere di ostacoli possibili può suggerire metodi per superarli.

  • Convincersi che non esistono ostacoli insormontabili

Ogni volta che cercate di migliorarvi in qualcosa incontrerete ostacoli: momenti in cui sembra impossibile fare altri progressi, o quantomeno in cui non avete idea di come procedere per migliorare ancora. È naturale. Non è naturale, invece, che esista un ostacolo davvero insormontabile.

Vuoi saper di più sulla “pratica mirata”? Leggi questo interessante libro


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2 commenti
  1. Alessio
    Alessio dice:

    Leggendo questo articolo ho capito che se voglio fare qualsiasi cosa ci devo credere altrimenti non ce la farò mai.Grazie per avermi fatto capire questo

    Rispondi

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