Don Miguel Ruiz: l'uomo che non credeva nell'amore

Don Miguel Ruiz: “L’uomo che non credeva nell’amore” – dal libro La padronanza dell’amore

Voglio raccontarvi una storia molto antica su un uomo che non credeva nell’amore. Si trattava di un uomo comune, proprio come voi e me, ma ciò che lo rendeva speciale era il suo modo di pensare: era convinto che l’amore non esistesse…

Ciò che gli umani chiamano amore è solo una relazione basata sul controllo e sulla paura. Dov’è il rispetto? Dov’è l’amore che dichiariamo di provare? Non esiste. Le giovane coppie davanti a un simulacro di Dio e davanti alle loro famiglie e agli amici, si scambiano una quantità di promesse: di vivere insieme per sempre, di amarsi e rispettarsi l’un l’altro, di restare uniti nella salute e nella malattia.

Promettono di amare e onorare l’altro… Promesse e ancora promesse. Ma dopo il matrimonio, dopo una settimana, un mese o alcuni mesi, le promesse vengono infrante una dopo l’altra. Pochi mesi dopo le nozze il rispetto che avevano giurato di mantenere l’uno per l’altra è scomparso. Resta il risentimento, il veleno, il modo in cui si fanno del male a vicenda, finché a un certo punto, senza che se ne rendano conto, l’amore finisce. I due restano insieme perché hanno paura di restare soli, temono i giudizi degli altri e anche i propri. Ma dov’è l’amore?

Don Miguel Ruiz: l'uomo che non credeva nell'amore - dal libro "La padronanza dell'amore"

Quell’uomo sosteneva di conoscere molte coppie anziane che avevano vissuto insieme per trenta o quarant’anni, e ne erano molto fiere. Ma quando parlavano del loro rapporto dicevano: “Siamo sopravvissuti al matrimonio”. Ciò significava che uno dei due a un certo punto si era arreso all’altro. La persona con la volontà più forte aveva vinto la guerra. Ma dov’era la fiamma che chiamavamo amore? Si trattavano come proprietà l’uno dell’altro. “Lui è mio”. “Lei è mia”.

L’uomo spiegava senza fine tutte le ragioni per cui non credeva nell’esistenza dell’amore, e diceva: “Io ho già vissuto situazioni del genere, e non permetterò più a nessuno di manipolare la mia mente, di controllare la mia vita, in nome dell’amore”.

Poi un giorno vide una bella donna in lacrime seduta su una panchina. Si incuriosì, e avvicinatosi le chiese se poteva aiutarla. Potete immaginare la sua sorpresa quando lei rispose che piangeva perché aveva scoperto che l’amore non esiste… L’uomo la comprendeva benissimo. L’abbracciò e disse: “Hai ragione, l’amore non esiste. Lo cerchiamo, apriamo il cuore, ci rendiamo vulnerabili e troviamo solo egoismo”…

Erano così simili, che diventarono grandi amici. Il loro era un rapporto meraviglioso. Si rispettavano e nessuno dei due cercava di prevalere sull’altro. Ogni passo che facevano insieme li rendeva felici. Tra loro non c’era invidia, né gelosia, non c’era controllo, né possesso. La relazione continuava a crescere. Amavano stare insieme, perché si divertivano molto. Quando erano soli ciascuno sentiva la mancanza dell’altro.

Don Miguel Ruiz: L'uomo che non credeva nell'amore - dal libro "La padronanza dell'amore"

Un giorno, mentre l’uomo era fuori città, gli venne un’idea assurda. “Forse ciò che sento per lei è amore”, pensò. “Ma è così diverso da ciò che ho provato in passato. Non le chiedo nulla, non ho bisogno che si occupi di me. Non sento la necessità di incolparla dei mie problemi. Insieme stiamo bene e ci divertiamo. Io rispetto il suo modo di pensare e lei non mi mette mai in imbarazzo. Non mi sento geloso quando è con altri, e non invidio i suoi successi. Forse l’amore esiste davvero, alla fine, ma non è ciò che tutti credono che sia”.

I due decisero di diventare amanti e di vivere insieme, e sorprendentemente le cose tra loro non cambiarono. Continuavano a rispettarsi  e a sostenersi, e l’amore cresceva sempre di più. Anche le cose più semplici li facevano gioire, perché si amavano ed erano felici. Il cuore dell’uomo era così pieno d’amore che una notte accadde un grande miracolo. Era intento a guardare le stelle, e ne vide una bellissima. Il suo amore era così forte che la stella scese dal cielo e finì nelle sue mani.

Quindi accadde un altro miracolo, e la sua anima si fuse con la stella. La sua felicità era intensa, e andò subito dalla donna per mettere la stella nelle sue mani. Non appena lo fece, lei ebbe un momento di dubbio: quell’amore era troppo forte. Non appena quel pensiero le attraversò la mente, la stella le cadde di mano e si ruppe in un milione di pezzi.

Ora c’è un vecchio che gira per il mondo giurando che l’amore non esiste. E in casa c’è una donna anziana che aspetta un uomo, versando lacrime amare per il paradiso che aveva tenuto tra le mani perdendolo in un momento di dubbio. Questa è la storia dell’uomo che non credeva nell’amore.

Di chi fu l’errore? Cosa non funzionò? Fu l’uomo a sbagliare, pensando di poter dare alla donna la sua felicità. La sua felicità era la stella, e l’errore fu quello di mettere la stella nelle mani della donna. La felicità non viene mai dal di fuori. L’uomo era felice per tutto l’amore che proveniva da se stesso. La donna era felice per tutto l’amore che proveniva da lei. Ma appena lui la rese responsabile della propria felicità, lei ruppe la stella, perché non poteva farsi carico della felicità di un altro essere.

Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un’altra persona, prima o poi quella persona la distruggerà. Se la felicità invece vive dentro di voi, siete voi a esserne responsabili. Non possiamo rendere nessuno responsabile della nostra felicità, ma quando andiamo in chiesa e ci sposiamo, la prima cosa che facciamo è quella di scambiarci gli anelli.

Mettiamo  la nostra stella nelle mani dell’altro, sperando che ci renda felici e che noi renderemo felici lui, o lei.  Questo è l’errore che quasi tutti facciamo fin dall’inizio. Basiamo la nostra felicità sul partner, facciamo una quantità di promesse che non possiamo mantenere, e così apriamo la porta al fallimento.

Leggi l’estratto di altri libri di Miguel Ruiz cliccando qui

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