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Sai cos’è l’effetto Pigmalione?

effetto Pigmalione

In cosa consiste l’effetto Pigmalione?

Chi era Pigmalione? Era un artista, precisamente uno scultore che scolpì in candido avorio una figura femminile di bellezza superiore a quella di qualsiasi donna vivente e se ne innamorò a tal punto da chiedere alla dea Venere di darle alito di vita, così da poterla sposare.

Questo mito ci insegna che le nostre aspettative, se solo ci crediamo veramente, possono diventare la nostra realtà, possono trasformarsi in vere e proprie profezie di vita.

L’effetto Pigmalione è conosciuto anche con il nome di “profezia autoavverante” o come” effetto Rosenthal” dal nome dello psicologo tedesco che per primo applicò questo fenomeno al campo della didattica.

 Rosenthal e la sua equipe sottoposero infatti dei discenti di  scuola elementare a un test d’intelligenza, scelsero poi alcuni bambini di intelligenza non superiore alla media e li affidarono a degli insegnanti presentandoli come allievi dal rendimento eccellente.

Un anno dopo Rosenthal ritornò nella stessa scuola e poté constatare che il rendimento dei bambini selezionati era migliorato di molto e questo solo perché gli insegnanti si erano rapportati con loro in maniera molto positiva rafforzando la loro autostima e i discenti, dal canto loro, si erano conformati all’immagine positiva che gli insegnanti avevano di loro aumentando l’impegno e mettendo pienamente a frutto le loro capacità.

L’effetto Pigmalione si può applicare non solo alla didattica, ma a qualsiasi campo e a qualsiasi tipo di rapporto e funziona anche quando è rivolto a se stessi: le aspettative se espresse con sicura certezza, con forza e determinazione si trasformano nella nostra realtà, possono influenzare positivamente o negativamente non solo l’altrui comportamento, ma anche il nostro.

Quando infatti pensiamo che ci capiterà qualcosa di negativo, ci comportiamo come se fosse vero, attirando così la realizzazione di eventi negativi.

effetto Pigmalione

Qualcosa di simile avviene anche nelle relazioni, se  per esempio ci convinciamo che una determinata persona ci è ostile o che al contrario prova dell’ammirazione per noi, adotteremo un comportamento che nel primo caso sarà di difesa, nel secondo di apertura e simpatia.

Nel momento in cui l’altra persona percepirà la nostra ostilità risponderà con un comportamento corrispondente e noi avremo la conferma della nostra convinzione iniziale per cui quelli che a noi sembrano solo “effetti” sono, in realtà, “cause” che ci vedono responsabili in quanto il modo in cui vediamo fatti e persone e i conseguenti comportamenti che attiviamo determineranno lo sviluppo positivo o negativo di una situazione.

Il nostro atteggiamento quindi e il nostro modo di pensare possono condizionare quello che accade, creando la realtà così come ce la aspettiamo.

Se ci sforziamo di vedere nell’altro soprattutto i punti di forza, se crediamo in lui, se gli diamo fiducia, lo aiuteremo a dare il meglio di sé e questo atteggiamento lo indurrà  a conformarsi sempre più a quell’immagine positiva che noi abbiamo di lui.

“Se tratti una persona come se fosse ciò che dovrebbe e potrebbe essere, diventerà ciò che dovrebbe e potrebbe essere” – Goethe

“Mostrate fiducia nei vostri uomini ed essi faranno in modo di meritarsela; trattateli da professionisti seri, ed essi faranno di tutto per non deludervi” – Ralph Waldo Emerson.

La stessa cosa possiamo fare con noi stessi, se abbiamo autostima, se crediamo fermamente che tutto ciò che faremo riuscirà, tale convinzione si trasformerà in una vera e propria profezia autoavverante.

Pertanto la fiducia in se stessi e nell’altro, che sia nostro figlio, il nostro partner, il nostro dipendente… può operare veri e propri miracoli, aprire un mondo di infinite opportunità e possibilità, al contrario l’assenza di fiducia genera stagnazione e involuzione dei rapporti.

Questo post è attinto dal libro Come costruire relazioni vincenti

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