Significato del termine coach

Il termine coach deriva dall’inglese coach  e dal francese coche. Entrambi i termini significano letteralmente “carrozza”, “vettura” e suggeriscono l’idea di “trasporto”, “guida” , quindi il coach è colui che guida verso

  • il cambiamento
  • La trasformazione
  • La definizione di obiettivi chiari e specifici
  • La scoperta delle proprie risorse e potenzialità
  • L’esplorazione di nuove possibilità e soluzioni

In Inghilterra, nel XIX secolo, il termine coach veniva usato dagli studenti universitari per indicare i loro tutor. Negli Stati Uniti il termine nasce in ambito sportivo per indicare l’allenatore, il responsabile non solo della conduzione tecnica di una squadra, ma anche del supporto emotivo necessario per sviluppare lo spirito di gruppo e affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza.

L’enciclopedia wikipedia ci dà una definizione di coach a mio avviso molto azzeccata: il coach è colui che accompagna la persona verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento.

Questo significa che il coach non dà suggerimenti, non confeziona soluzioni, ma parte dall’unicità della persona per guidarla alla scoperta del suo potenziale latente. Capite adesso? Il coach non vi dà il pesce, vi insegna a pescarlo, vi rende autonomi così che possiate diventare coach di voi stessi attraverso

  • La scoperta delle vostre potenzialità
  • La valorizzazione delle vostre risorse
  • L’apertura verso nuovi punti di vista

Cosa non è un coach?

Il coach non è:

  • uno psichiatra
  • un neurologo
  • uno psicoterapeuta
  • un consulente

Il coach non si occupa di malattie mentali, non prescrive terapie farmacologiche, non cura patologie, dal suo campo sono escluse tutte le patologie psicologiche e le patologie in genere, non è un consulente pagato per fornire risposte, piuttosto pone domande, guida la persona ad avere chiarezza di obiettivi e raggiungerli attingendo esclusivamente al proprio potenziale, quindi il coach è un personal trainer dei risultati.

 

Come comportarsi da coach

 

Se siete genitori, insegnanti, datori di lavoro, manager, imprenditori o persone cui gli altri si rivolgono spesso per una dritta, sapete comportarvi da coach?

 

Quali azioni compie il coach?

  1. Parla e agisce in maniera positiva
  2. Sa dare e ricevere feedback efficaci
  3. Sa valorizzare, motivare, sostenere, rinforzare
  4. Sa ascoltare
  5. Sa essere incisivo
  6. Sa fare domande mirate

Cosa significa fare domande mirate?

Le domande mirate, sono domande pensate e studiate al fine di raccogliere dati e informazioni così da:

  • avere un quadro chiaro della situazione
  • leggere meglio il contesto
  • Individuare nuove chiavi di lettura della realtà
  • Esplorare nuove possibilità
  • sapere quali tasti toccare per guidare nell’apprendimento
  • sapere come guidare nella gestione di un presunto problema

Perché il coach fa domande?

  • Per attivare nuovi punti di vista
  • Per stimolare un pensiero creativo
  • Per aiutare la persona ad accedere alle proprie risorse
    •  escogitare nuove possibilità
    •  scoprire e valorizzare ciò che ha, ma che non sa di avere
    • leggere la realtà in modo più positivo e costruttivo
    • pianificare azioni concrete
    • avere obiettivi chiari e raggiungibili
    • inquadrare il presunto problema in una cornice diversa

Perché le nostre domande dovrebbero essere potenzianti e cos’è una domanda potenziante?

Una domanda potenziante è una domanda specifica, orientata alla soluzione. Si potrebbe chiedere:

  • Cosa puoi imparare da questa esperienza?
  • Se dovessi di nuovo trovarti di fronte ad una situazione simile, cosa faresti di diverso?
  • Come pensi di affrontare questa situazione?
    • Hai pensato a delle strategie?
    • Hai un piano di azione?
  • Se il tuo migliore amico o una persona a te molto cara si trovasse in questa situazione quali consigli gli daresti?
  • Se sei titubante nell’agire, chiediti cosa ti impedisce di agire,
    • cosa ti frena
    • quali sono gli ostacoli
    • cosa puoi fare per rimuoverli.
  • Ci sono cose che devi smettere di fare?
    • o fare di più?
    • o di meno?
  • Cosa puoi fare di nuovo e di diverso?
  • Hai pensato a una soluzione più creativa?
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È importante guidare la persona a inquadrare il presunto problema in una cornice diversa, affinché sappia fare tesoro del momento presente e trarre preziose lezioni di vita dai suoi presunti errori e fallimenti.

Pertanto quando qualcosa non va per il verso giusto o disattende in qualche modo le nostre aspettative, anziché piangerci addosso, lamentarci, addossare la colpa ad altri, imprecare contro la vita, possiamo fluire intelligentemente con essa, accogliendo la nuova situazione e facendo in modo che lavori per noi e non contro di noi.

Cosa possiamo fare per inquadrare il problema in una cornice diversa?

  1. Smettiamo di giudicare noi e gli altri
  2. Lasciamo da parte il vittimismo
  3. Non concentriamoci sul perché qualcosa è andato storto o male
  4. Chiediamoci piuttosto cosa possiamo imparare da quell’esperienza che bolliamo come “negativa”
  5. Chiediamoci come può servirci, come sfruttarla per migliorarci
  6. Cerchiamo di capire quale errore abbiamo commesso e quali errori staremo attenti a non ripetere più in futuro
  7. Studiamo delle strategie per evitare che ciò che è successo si ripeta
  8. Facciamo in modo che la prossima volta, di fronte ad una situazione simile, gli avvenimenti prendano una piega diversa
  9. Stabiliamo un piano di azione cercando di avere le idee chiare su ciò che desideriamo
  10. chiediamoci a quale risorse possiamo attingere

E per finire ricordatevi che se volete comportarvi da coach

  • Non dovete MAI giudicare la persona
  • MAI sminuire la gravità del problema, se la persona lo avverte come tale

Ciò che per voi è facile, può essere per l’altra persona difficile come scalare l’Everest

  • Non ditegli MAI cosa deve fare,
    • come deve agire,
    • quale sono le possibili soluzioni

Il coach non suggerisce, non consiglia, ma aiuta la persona  a fare chiarezza sugli obiettivi da raggiungere e la aiuta ad attingere alle proprie risorse e potenzialità.

IL COACH RENDE LA PERSONA CONSAPEVOLE DEL PROPRIO POTENZIALE

“Puoi credermi o non credermi ed è meglio che non credi, verifica e saprai. Sapere è meglio che credere” – Luciano Tiberi

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