,

Puoi trarre forza dai conflitti?

forza dai conflitti

I conflitti ci aiutano a crescere

Tutti quanti abbiamo provato il disagio che si avverte quando si litiga con una persona a cui si è molto legati. Ma come è possibile volersi bene e non intendersi?

Capire è difficilissimo, diceva Frederic Amiel, farsi capire è addirittura smisurata ambizione.

È proprio vero, comunicare non è per niente facile, nemmeno per chi è persona perspicace e intelligente. In ogni relazione, infatti, anche nella migliore, possono verificarsi  momenti di incomprensione attribuibili ai più disparati motivi.

A volte ci sembra di essere stati chiari, abbiamo forse usato le parole giuste, abbiamo usato tatto, il tono di voce era quello giusto, eppure non siamo riusciti a comunicare quanto volevamo, o meglio, ci siamo riusciti dal nostro punto di vista, ma l’altro non ha colto appieno il nostro messaggio, anzi l’ha distorto, l’ha, sia pure in buonafede, frainteso totalmente.

Cosa  provoca equivoci e fraintendimenti? Ogni persona ha un suo modo di sentire, di provare, ha un suo vissuto, cioè delle esperienze di vita che inevitabilmente influenzano il suo modo di sentire e di comunicare.

Ognuno filtra ciò che dice in base al vissuto personale e a volte, senza avvedersene, proietta sull’altro conflitti interni, paure, insicurezze che causano incomprensione, disagio, blocco del dialogo.

Cosa fare allora per creare sintonia comunicativa? La carta vincente consiste nell’usare non la mente, ma il cuore.

Quando si comunica con la testa, razionalizzando tutto si arriva allo scontro tra due ego che non possono mai intendersi, perché l’ego, il nostro falso sé, è per sua natura conflittuale, polemico, volubile.

Usare il cuore, invece, significa comunicare a livello dell’anima, significa sforzarsi di ridurre gli elementi distanzianti e trovare parole “adatte”, parole in grado di toccare l’anima, parole che possano dolcemente ricondurre la persona a se stessa, a ciò che è non a ciò che noi vorremmo che fosse.

Significa  mettersi nei panni altrui, tener conto delle sue esigenze, dei suoi pensieri, dei suoi stati d’animo, spostarci dal nostro al suo punto di vista e questo va fatto reciprocamente.

“Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarli. Sono lì per fermare gli altri “ – Randy Pausch

Sì,  l’impegno che mettiamo per superare gli ostacoli ci permette di dimostrare in che misura teniamo a quella persona, quale la forza, l’intensità del nostro affetto.

forza dai conflitti

Gli ostacoli non devono farci inciampare, ma crescere e quale modo migliore abbiamo di crescere se non quello di vederci attraverso gli occhi dell’altro accettando con umiltà consigli, esortazioni financo critiche.

Suggerimenti e critiche se espresse costruttivamente aiutano a crescere, a considerare le cose da un punto di vista meno egocentrico. Si diventa così l’uno modellatore dell’altro in un rapporto paritario che non prevede vinti e vincitori, ci si raffina reciprocamente con amore e umiltà senza porsi sulla difensiva, senza ergere muri, ma imparando piuttosto a sorridere di sé, dei propri difetti.

Ciò crea quella giusta distanza che ci permette di valutare obiettivamente i nostri comportamenti, di simpatizzare con le nostre imperfezioni conservando intatta la nostra autostima.

Concludo questa considerazione con una poesia di Anthony de Mello che dimostra come parole d’amore dettate da un cuore sincero possono indurre al cambiamento senza creare inutili ferite, sì L’AMORE FA LA DIFFERENZA.

forza dai conflitti

NON CAMBIARE

Per anni sono stato nevrotico. Ero ansioso,
depresso ed egoista. E tutti continuavano a dirmi
di cambiare. E tutti continuavano a dirmi
quanto fossi nevrotico.

E io mi risentivo con loro,
ed ero d’accordo con loro e volevo cambiare, ma non ci riuscivo,
per quanto mi sforzassi.

Ciò che mi faceva più male era che anche
il mio migliore amico continuava a dirmi
quanto fossi nevrotico.
Anche lui continuava a insistere che cambiassi.

Ed io ero d’accordo anche con lui,
e non riuscivo ad avercela con lui.
E mi sentivo così impotente ed intrappolato.

Poi, un giorno, mi disse: “Non cambiare. 
Rimani come sei. Non importa se cambi o no. 
Io ti amo così come sei; non posso 
fare a meno di amarti”. 

Quelle parole suonarono come una musica
Per le mie orecchie.
“Non cambiare. Non cambiare. Non cambiare… 
Ti amo”. 

E mi rilassai. E mi sentii vivo. 
E, oh meraviglia delle meraviglie, cambiai! 

Ora so che non potevo cambiare davvero finché 
Non avessi trovato qualcuno che mi avesse amato 
che fossi cambiato o meno.

Anthony de Mello “Il canto degli uccelli”

Potrebbero interessarti anche altri articoli appartenenti alla stessa categoria “Relazioni”:

Se hai gradito questo articolo, condividilo cliccando sui pulsanti che trovi sotto e iscriviti ora alla newsletter,  se vuoi ricevere i nuovi articoli. Sarà un vero piacere annoverarti tra i miei lettori. Grazie di cuore!!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *