Può la tua fragilità diventare la tua forza?

Ti capita di vergognarti delle tue fragilità? Pensi veramente che devi sbarazzartene al più presto? Se la tua risposta è sì, allora devi leggere la storia dei due vasi cinesi perché ti insegnerà qualcosa di importante.

La storia dei due vasi cinesi

Un’anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo. Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l’altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.

Per oltre due anni, ogni giorno l’anziana donna riportò a casa sempre un vaso e mezzo di acqua. Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito.

Dopo due anni, finalmente trovò il coraggio di parlare con l’anziana donna, e dall’estremità del bastone le disse: “Mi vergogno di me stesso, perché la mia crepa ti fa portare a casa solo metà dell’acqua che prendi”.

L’anziana donna sorrise e disse: “Hai notato che sul tuo lato della strada ci sono sempre dei fiori, mentre non ci sono sull’altro lato? Questo succede perché, dal momento che so che tu hai una crepa e lasci filtrare l’acqua, ho piantato semi di fiori solo sul tuo lato della strada. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori.

Per due anni io ho potuto raccogliere dei fiori che hanno rallegrato la mia casa e la mia tavola. Se tu non fossi così come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia abitazione”.


Ognuno di noi ha le sue crepe e le sue fragilità, forse combatti contro la depressione o convivi con lo scoraggiamento, la paura di non farcela, la solitudine, l’insicurezza… Ricorda che la fragilità è un valore umano, nella fragilità si nascondono valori di sensibilità, delicatezza, gentilezza…

Leggi questo bellissimo pensiero di Vittorino Andreoli

“La fragilità è un valore umano. Non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell’affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione.

La fragilità è come uno scudo che ci difende dalle calamità, quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino.

Il fragile è l’uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende”.

Sai chi è Vittorino Andreoli? Uno psichiatra che ha aiutato molti pazienti ad uscire dal tunnel del disagio mentale.

Nota in che termini parla di sé e della fragilità:

“Io sono fragile e, paradossalmente, sono portato a parlare di forza della fragilità: di forza, anche se lontano dalla stabilità, dalla infrangibilità. Ho dedicato il mio tempo alla follia, al dolore mascherato di insensatezza, di depressione; alla sofferenza che si fa silenzio, che sdoppia le identità e fa di un uomo uno schizofrenico.

Un lavoro che molti ritengono esclusivo dei forti, degli uomini di ferro che magari si piegano, ma non si rompono, degli uomini di pietra cui il vento rende liscia la pelle, che cambiano forma, ma non perdono mai la durezza e il destino fissati per sempre.

La fragilità richiama il tempo e la caducità del tempo, del tempo che passa. Ebbene, se sono stato, e sono, un buon psichiatra, se ho aiutato i miei matti, ciò è avvenuto per la mia fragilità, per la paura di una follia che si annida dentro di me, per la fragilità che avverto capace di sdoppiarmi, di togliermi la voglia di vivere e di rendermi simile a un depresso che chiede soltanto di scomparire per cancellare il dolore di cui si sente plasmato.

E il dolore è una qualità dell’essere fragile. Ecco perché voglio gridare la mia fragilità, dirlo ai miei matti, a tutti coloro che corrono da me per ancorarsi a una roccia. Devono sapere che si attaccano a un vetro di Boemia, a un vaso di Murano, colorato, magari soffiato in forme curiose e piene di fascino.

Come un vetro io, psichiatra fragile, tante volte ho corso il rischio di rompermi. Una gracilità che però aiuta l’altro a vivere, che mi ha permesso di capire la fragilità e di rispettarla, di stare attento a non manipolare gli uomini, a non falsificarli. Ho amato persino i frammenti di uomo, mi sono dedicato con pazienza a metterne insieme i suoi pezzi.

La fragilità rifà l’uomo, mentre la potenza lo distrugge, lo riduce a frammenti che si trasformano in polvere”.

Il mito di Iside e Osiride nel racconto di Vittorino Andreoli

“Iside era la sorella-sposa di Osiride, salito sul trono dell’antico Egitto per volontà del padre che, morendo, lo aveva preferito al primogenito. Iside e Osiride vivevano insieme e l’uno comprendeva l’altro e lo aiutava. La pace regnava su quel paese e tutti stimavano la coppia regale e l’amavano.

Con l’eccezione di Set, il fratello di Osiride, che invece voleva solo la sua morte per sostituirlo al potere, e per questo lo uccide a tradimento e, per impedire che potesse trovare un posto in cielo da dove potersi vendicare, lo taglia in quattro pezzi e li disperde sulla terra.

Iside, affranta dal dolore, ripercorre il Nilo, viaggia in paesi fuori del regno per cercarli e alla fine li trova e li ricompone, e dai frammenti rinasce l’uomo, Osiride, che ritorna in vita, qui sulla terra.
Ecco il lavoro dello psichiatra svolto da una donna fragile, fragile da quando è rimasta senza il fratello amato: una separazione che sa di frattura. L’uomo fragile mette insieme. Iside si dedica alle cose rotte, cerca di ricomporle”.

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Osho parlando della fragilità disse:

La mia non è la forza di una roccia, ma di una rosa… Fragile, tenue, sensibile e delicata. La roccia resiste, mentre la rosa può scomparire in ogni momento; eppure, il fiore è più forte della roccia, perché è più vivo. Oppure, è la forza di una goccia di rugiada su una foglia d’erba, che risplende al sole del mattino: così bella e preziosa, ma capace di scomparire a ogni istante. Così incomparabile nella sua grazia, ma una lieve brezza può fare scivolare via la goccia di rugiada, dissolvendola per sempre” –  Osho

MORALE

Se prendi piena consapevolezza della tua fragilità, se la accogli, sarai più vero, più empatico, sensibile, più motivato a lottare per vincere la tua battaglia, ad andare avanti nonostante tutto. Forse qualche volta cadrai, perderai, ma le sconfitte non bloccheranno il tuo cammino e quando avrai raggiunto il traguardo, potrai guardare alla tua vita con soddisfazione perché le conquiste di chi è più fragile valgono di più.

libri sulla fragilità

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