Gandhi: frasi tratte da "L'arte di vivere"

Frasi di Gandhi: “L’arte di vivere”

IL RUOLO DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ

Spesso si attribuisce ad una persona un brutto nome e col passare del tempo essa comincia a identificarsi con la bruttezza di quel nome. Chiamare la donna “sesso debole” è una calunnia. Non so in che senso si possa dire che la donna è il sesso debole. Se ciò significa che le manca la brutalità istintiva dell’uomo o che non la possiede nella stessa misura, ciò si può ammettere. Ma allora la donna proprio per questo dovrebbe essere detta il sesso nobile. Se è debole nel colpire, è forte nel soffrire. Ho descritto la donna come personificazione del sacrificio e della nonviolenza.

Vorrei che la donna si rendesse conto della forza latente che possiede. È in suo potere rendere il mondo più degno di essere abitato e dovrebbe farlo per se stessa come anche per il suo compagno, l’uomo, sia padre, figlio o marito, smettendola di ritenersi debole e adatta perciò soltanto ad essere bambola che diverte l’uomo…

REGOLARE L’ENERGIA DEL PENSIERO

Gli scienziati moderni hanno riconosciuto la potenza del pensiero ed è questo il motivo per cui si dice che un uomo diventa quello che pensa. Uno che pensi sempre al delitto diventerà un assassino, e uno che pensi sempre all’incesto diventerà incestuoso.

Al contrario, chi pensa sempre alla Verità e alla nonviolenza, diventerà veritiero e non violento; e colui i cui pensieri sono sempre fissi in Dio diventerà divino. Capita spesso che l’uomo finisce per essere quello che pensa di essere.

Se continuo a dire tra me e me che non riesco a fare una certa cosa, è possibile che diventi realmente incapace di farla. Al contrario, se sono fermamente convinto di poterla fare, ne acquisterò la capacità, anche se all’inizio questa capacità non l’avevo affatto.

frasi di Gandhi da "L'arte di vivere"

Il potere di autosuggestione è così forte che un uomo finisce per diventare quello che crede di essere. Se alimentiamo in noi l’idea della forza, diventeremo di giorno in giorno più forti…

… È un inferno che ci creiamo da noi stessi lasciando che la mente sia invasa da cattivi pensieri per poi disperarcene. Se riesci a vedere la cosa in questo modo, non ti sarà difficile trovare qualche sistema per uscirne fuori. Per esempio, non ripensare troppo ai cattivi pensieri che hai avuto, ma va avanti come se non ti fossero venuti.

Può succedere di inciampare e cadere, ma non si può restare a terra, a pensare come è stato possibile lo scivolone e quali conseguenze può avere… Bisogna rialzarsi e continuare il cammino, nonostante la caduta. In tal modo si finisce per dimenticare tutto. Il nostro passo tenderà ad aumentare di forza e con l’aumento della forza ridurrà la possibilità di inciampare ancora.

frasi di Gandhii da "L'arte di vivere"

IL MATRIMONIO

Il vero matrimonio non comporta soltanto l’unione dei corpi. Esso comprende anche l’unione delle anime. L’ideale a cui mira il matrimonio è quello dell’unione spirituale attraverso quella fisica. L’amore umano che esso incarna costituisce il primo gradino verso l’amore divino e universale… Il vero fine del matrimonio dovrebbe essere, ed è, l’intima amicizia e la compagnia fra l’uomo e la donna. In questa idea non c’è spazio per il  piacere sessuale. Il matrimonio che si facesse con lo scopo della soddisfazione sessuale non sarebbe vero matrimonio.

AGLI SPOSI NOVELLI

Tu sorveglierai l’onore di tua moglie e non sarai il suo padrone, ma il suo vero amico. Riterrai il suo corpo e la sua anima sacri, come spero, lei considererà sacri il tuo corpo e la tua anima. A questo scopo dovrete vivere una vita di semplicità e di dominio di voi stessi. Nessuno dei due deve considerare l’altro come oggetto della propria brama.

IL SENSO DELLA VITA

La vita per me è un valore, perché credo che essa è una scintilla della Divinità. La religione, non nel senso convenzionale del termine, ma in quello più profondo, mi aiuta a gettare uno sguardo sulla divina Essenza. Questo sguardo è impossibile senza il pieno sviluppo del senso morale. Per cui per me religione e morale sono sinonimi.

RICCHEZZA E POVERTÀ

Non riesco ad immaginare un’epoca in cui nessuno sarà più ricco di un altro. Ma posso immaginare un tempo in cui i ricchi disdegneranno di arricchirsi sempre di più a spese dei poveri e i poveri cesseranno di invidiare i ricchi.

RENDERE BENE PER MALE

È stato detto che per uno che è buono, il mondo intero diventa buono. Ma bisogna aggiungere che la bontà diventa dinamica solo quando è praticata nei confronti del male. Rendere bene per bene è cosa che non comporta alcun merito. Rendere bene per male crea una forza di redenzione. Il male scompare davanti a questa forza ed essa continua a crescere in massa e velocità, come una palla di neve che diventa valanga irresistibile

Dobbiamo affrontare l’ingiuria con indulgenza. La natura umana è fatta in modo che, se non facciamo caso all’invettiva o all’ingiuria, la persona che le adopera si stancherà ben presto di esse e la smetterà. In mezzo secolo di esperienza della nonviolenza non ho mai incontrato un solo caso di inimicizia che persistesse di fronte ad una non violenza assoluta.

Non violenza significa perdonare le offese e non ripagare con la stessa moneta. “Il perdono è l’ornamento dei forti”, dice un proverbio sancrito. La nonviolenza non è un fatto meccanico. Essa è la più bella qualità del cuore e la si conquista con esercizio. Quando la si raggiunge appare come naturale, spontanea, e chi la possiede si domanda perché si sia fatta tanta fatica a conquistarla.

Cosa c’è di più naturale che restituire colpo su colpo, dice il bruto che è in noi. Che cosa può essere più naturale che ripagare l’offesa con il perdono, dice l’uomo che è in noi. Colui che ha recato offesa “non sapeva quel che faceva”. Perché l’offeso dovrebbe anche lui non sapere “quel che fa?

Se vuoi vendicarti dovresti venire da me a imparare l’arte. Anch’io mi vendico, ma è un tipo di vendetta del tutto diverso dal comune. Quando ero ragazzo imparai una poesia di Gujarati, di cui ricordo ancora una strofa:

“Se un uomo ti dà da bere e tu fai lo stesso con lui ciò non ha alcun valore. La vera bellezza sta nel fare il bene in cambio del male”

Questo io considero un nobile gesto di vendetta. Anche gli animali si comportano amichevolmente con colore che gli sono amici. Ma l’uomo è fatto ad immagine di Dio. Per giustificare la sua ascendenza egli deve restituire bene per male. Soltanto il bene può operare il bene. L’amore porta amore. Quanto alla vendetta, conviene all’uomo abbandonare chi fa il male nelle mani di Dio. Non conosco altra strada…

Imparate ad essere magnanimi gli uni con gli altri. Essere magnanimo significa non nutrire odio neanche per coloro che consideriamo colpevoli. Dobbiamo anzi amarli e servirli. Non è magnanimità o amore dimostrare benevolenza agli altri solo fino a quando si è uniti nel pensiero e nell’azione.

Questa si potrà chiamare amicizia o affetto reciproco. L’applicazione del termine “amore” non è esatta in questi casi. Amore significa amicizia per il nemico. Un’amicizia che esigesse il completo accordo su tutto, non varrebbe questo nome. L’amicizia per essere vera, deve sempre sostenere il peso di oneste divergenze, per quanto acute possano essere.

Tratto da “L’arte di vivere”   (clicca sul link)

Leggi un estratto dei libri di Gandhi  (clicca sul link)

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