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Come usare il potere delle parole per stare meglio

attenti a come parliamo


Usa il potere delle parole

 

 Il potere delle parole è più grande di quanto tu possa immaginare, trasforma allora le tue parole! Potresti divertirti a giocare con quello che Anthony Robbins definisce Vocabolario Trasformazionale. Cos’è? È molto semplice: se le parole condizionano i nostri stati d’animo, possiamo attenuare le sensazioni negative e amplificare quelle positive trasformando il nostro vocabolario, ossia imparando a usare termini che contengono una minore o una maggiore carica emozionale.

Quindi, se sei una persona che tende ad arrabbiarsi con facilità è molto probabile che nel momento in cui qualcosa ti manda «fuori dai gangheri» usi delle frasi tipo: «Questa cosa mi fa veramente arrabbiare» oppure: «Mi fa uscire di testa», «Mi fa andare su tutte le furie», «Mi fa veramente imbestialire».

Cosa potrebbe succedere se le sostituissimo con parole molto meno intense emozionalmente, come «stizzire», «infastidire», «indispettire», «inalberare»? Sì, lo so, la sola idea fa ridere! E questo è proprio uno dei motivi per cui questo metodo, all’apparenza così banale, funziona!

Nel caso in cui fossi davvero furioso e fuori di te dalla rabbia che effetto ti farebbe esclamare a voce alta: «Tutto questo mi fa veramente inalberare!», «Sono davvero stizzito!»?

Gli effetti positivi sarebbero almeno due: nel momento in cui dici una cosa del genere, per il semplice fatto che decidi consciamente quale termine usare, diventi più consapevole del tuo stato d’animo e automaticamente ne prendi il controllo; molto probabilmente, poi, usare una parola tanto inusuale ti farà sentire un po’ stupido oppure ti strapperà un sorriso, interrompendo così in maniera radicale lo schema di comportamento usato in precedenza migliaia di volte.

Eccoti alcuni esempi di parole depotenzianti trasformate in vocaboli che abbassano l’intensità emozionale:

  • Angosciato potrebbe diventare: infastidito, stuzzicato
  • Ansioso: in attesa, curioso, proiettato sul futuro
  • Arrabbiato: stizzito, inalberato, lievemente disturbato
  • Confuso: pronto a imparare, meno lucido del solito
  • Depresso: non al massimo, un poco stanco, un po’ giù
  • Fallire: fare esperienza, sulla via del successo
  • Frustrato: sfidato, messo alla prova, ostacolato
  • Insicuro: in cerca di informazioni, non proprio certo
  • Pauroso: adrenalinico, pronto all’azione
  • Problema: sfida, situazione da risolvere
  • Stressato: pieno di energia, messo alla prova
  • Solo: libero, disponibile, in riflessione
  • Stupido: ignaro, momentaneamente appannato, disinformato

Adesso usa il potere delle parole e divertiti a scrivere alcune parole che utilizzi spesso e che rinforzano stati d’animo negativi e a sostituirle con altre che potrebbero diminuirne l’intensità emozionale o, addirittura, annullarla del tutto, strappandoti magari una risata!

Usare le parole per evitare stati d'animo negaativi

Naturalmente l’uso del Vocabolario Trasformazionale non si limita a diminuire l’intensità delle emozioni negative, ma ci può dare la possibilità di amplificare notevolmente le nostre emozioni positive. Quali termini potresti usare per trasformare sensazioni «carine» oppure <ok» in sensazioni «fantastiche» oppure «stupende»?

Eccoti alcuni esempi: brillante, raggiante, magnifico, fortissimo, solare, positivissimo, eccitante, da sballo, fenomenale, megagalattico. Adesso tocca a te! Divertirsi giocando con il Vocabolario Trasformazionale è facile e può dare risultati sorprendenti in termini di gestione dell’intensità dei propri stati d’animo.

Chiaramente non sempre è un vantaggio attenuare l’intensità delle emozioni negative, perché per esempio in alcuni casi uno stato di rabbia può essere la chiave necessaria per spingerci a un cambiamento. In certe situazioni le emozioni negative possono essere quindi molto importanti e ovviamente non sto dicendo di vivere senza emozioni negative.

L’obiettivo, però, è vivere il più possibile in stati d’animo più produttivi e potenzianti, così da provare minor dolore e maggiore piacere. Il controllo del proprio linguaggio è una delle vie più semplici e dirette verso quest’obiettivo.

Usare il Vocabolario Trasformazionale con gli altri.

Capire il vero potere delle parole ti renderà automaticamente più sensibile e consapevole non solo di come tu comunichi con te stesso, ma anche di come lo fai con gli altri e di come le persone lo facciano a loro volta con se stesse e con il mondo che le circonda.

Le parole che usiamo fanno percepire messaggi diversi ai nostri interlocutori, stimolando sensazioni e comportamenti precisi. Pensa, per esempio, che differente sensazione ti dà sapere di dover affrontare una situazione «difficile», rispetto a una situazione «impegnativa».

Alla maggior parte delle persone, la parola “difficile” suggerisce l’idea di dover affrontare qualcosa di faticoso e problematico, mentre moltissimi trovano stimolante il fatto di essere impegnati in qualcosa. Nel caso tu debba motivare altre persone, per esempio un team di lavoro, il linguaggio che utilizzerai con loro sarà una delle componenti determinanti per il tuo successo.

Usa il potere delle parole "Leader di te stesso"

Una parola che può ritenersi altamente improduttiva e depotenziante è «problema»; non tanto per la parola in sé, ma perché quando le persone dicono: «Ho un problema», tendono a parlarne come se fosse un macigno pesantissimo che grava sulle loro spalle o una grande spada di Damocle pronta a cadere loro sulla testa!

Quando in un ambiente di lavoro capita un inconveniente non pensi che esordire con frasi del tipo: «C’è una nuova sfida» oppure: «Abbiamo una situazione da risolvere» porterebbe tutto il team a lavorare meglio, preoccupandosi molto meno e orientandosi alle soluzioni piuttosto che ai problemi? Certo che sì!

Ricordati sempre che quando etichettiamo qualcosa con una parola, creiamo anche emozioni corrispondenti: quindi stai attento a come comunichi con le persone che ti circondano e sii consapevole che le tue parole possono creare parte della loro identità.

Un altro ambito in cui le parole possono avere effetti devastanti è quello della malattia. Gli studi e le ricerche della psiconeuroimmunologia, la scienza che studia gli effetti della nostra psiche sull’organismo, confermano come le parole che usiamo producano in noi reali effetti biochimici.

Questi studi dimostrano come spesso il paziente, non appena viene a conoscenza della propria diagnosi, cioè nel momento in cui al suo disturbo viene applicata un’etichetta, immediatamente peggiori.

Parole come «cancro», «sieropositivo», «sclerosi multipla» tendono a creare stati d’ansia e panico nei pazienti, con conseguenti stati depressivi che riducono notevolmente l’efficacia del sistema immunitario. Al contrario, gli stessi studi hanno rilevato che quest’ultimo reagisce molto più positivamente se al paziente viene comunicata la diagnosi con un linguaggio differente, che eviti la disperazione e la depressione provocata da certe «etichette».

«Le parole possono provocare le malattie, le parole possono uccidere: perciò i medici saggi stanno molto attenti al modo in cui comunicano con i pazienti» – Norman Cousin.

Se la tua professione, qualunque essa sia, ti porta a stretto contatto con tante persone, è fondamentale che tu sia cosciente del potere che le tue parole esercitano su chi ti circonda.

Tratto dal libro Leader di te stesso di Roberto Re

Tutti i libri di Roberto Re

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