,

Sapevi che la postura influenza i nostri stati d’animo?

La postura influenza i nostri stati d'animo

La postura influenza i nostri stati d’animo

Prova a immaginare una persona depressa. Come la vedi nei tuoi pensieri? Se dovessi descriverla a qualcuno come lo faresti? Con tutta probabilità la testa è bassa, lo sguardo a terra, le spalle ricurve, la respirazione superficiale e un po’ accelerata, i movimenti lenti e privi di energia, il volume della voce basso e il tono monocorde.

Pensa adesso a una persona felice ed entusiasta, e anche in questo caso fattene un’immagine mentale: molto probabilmente questa volta avrai visualizzato una figura con postura eretta, volto sorridente, torace aperto, tensione muscolare e un livello di energia decisamente superiore a quello della precedente, una gestualità che tende a espandersi verso l’esterno, un volume e un tono di voce brillanti.

 Perché qualsiasi persona al mondo a queste domande risponderebbe più o meno nello stesso identico modo? Per il semplice fatto che noi esseri umani, in quanto tali, abbiamo in comune un corpo fisico che, in condizioni normali, funziona per tutti nello stesso identico modo. Così come, quando sono felici, tutti i cani del mondo scodinzolano, tutti i gatti fanno le fusa, tutti gli esseri umani sorridono: nessuno l’ha insegnato loro, è una naturale risposta fisiologica a un determinato stato d’animo.

 È facile capire, quindi, che gli stati d’animo si riflettono nella fisiologia della persona, trasformandosi in precise posture e movimenti, in una maggiore o minore tensione muscolare, in una respirazione di un certo tipo ecc.

La cosa importante, della quale dobbiamo diventare più consapevoli è che è altrettanto vero anche il procedimento inverso, ossia l’uso della nostra fisiologia condiziona fortemente gli stati d’animo. Non è possibile provare grande entusiasmo con la fisiologia della depressione poiché il nostro cervello non può attivare contemporaneamente due percorsi neurologici completamente in contrasto tra loro.

Mente e corpo sono collegati in un loop cibernetico: il nostro stato mentale influenza la nostra fisiologia e viceversa. A ogni stato d’animo è collegato un determinato uso del corpo. Ogni emozione che proviamo è connessa a precisi schemi fisiologici di postura, espressioni facciali, respirazione, movimenti e tensione muscolare. Inevitabilmente, ogni volta che proviamo un’emozione utilizziamo la nostra macchina corporea sempre allo stesso modo al fine di creare la biochimica interna che ci permette di provare quell’emozione.

Ma nel fare questo andiamo ovviamente ad ancorare quella fisiologia allo stato d’animo, e non può esistere ancoraggio più forte, perché questa associazione coinvolge ogni cellula del nostro corpo e la totalità del nostro sistema nervoso.

Ciò significa quindi che possiamo usare la nostra fisiologia per modificare gli stati d’animo, cosa che in realtà già facciamo normalmente, anche se in maniera del tutto inconsapevole. Pensa, infatti, a cosa fai quando cerchi di «controllarti», tentando di evitare di cadere in emozioni negative come rabbia, nervosismo, stress: probabilmente cerchi di «far buon viso a cattiva sorte» o di «respirare profondamente contando fino a dieci», oppure di  «cantare che ti passa».

Vedi? Anche nei modi di dire evidenziamo come il mezzo più semplice per condurre i nostri stati d’animo sia gestire la nostra fisiologia. Fai comunque attenzione che è lungi da me affermare stupidaggini del tipo: «Se hai un problema sorridi e vedrai che il problema scomparirà».

Non credo minimamente a questo tipo di affermazioni da pensiero positivo spicciolo. Se abbiamo un problema non sarà certo il sorridere che lo farà scomparire, ma piuttosto l’affrontarlo con una giusta strategia. Vero, però, che sorridere potrà contribuire a farcì vivere meglio, a considerare la situazione con minor tensione e con un atteggiamento più positivo, aiutandoci a modificare il nostro stato d’animo.

Leader di te stesso

Quello che desidero farti capire è che se vogliamo dominare i nostri stati d’animo dobbiamo prima prendere il controllo della nostra fisiologia! Gli anglosassoni dicono che emotions are created by motions, ossia che le emozioni sono generate dai movimenti; per questo motivo se ti senti teso e nervoso e vuoi cambiare questo stato di cose, sarà inutile dire a te stesso frasi come: «Devo rilassarmi!» o «Voglio lasciare andare questa tensione» se nel frattempo il tuo corpo continuerà a mantenere la stessa fisiologia.

Questo perché il cervello registrerà una incongruenza tra le tue parole e i messaggi contraddittori che riceve dal corpo e questa incongruenza impedirà una variazione di stato d’animo. Ti sarà sicuramente capitato di ascoltare qualcuno e non essere convinto delle sue parole, nonostante tutto il suo ragionamento seguisse una logica ferrea.

Il suo discorso era sensato, ma «a pelle» non gli hai creduto, senza magari saper spiegare esattamente il perché. Ciò che con tutta probabilità è accaduto è che inconsciamente avevi colto dei messaggi incongruenti dei quali razionalmente non eri consapevole.

 Magari questa persona mentre affermava: «Non vedo l’ora di farlo» ha fatto un piccolo passo indietro oppure ha abbassato lo sguardo o ha tossito nervosamente. In pratica con le parole ha espresso un concetto e con il corpo il suo opposto, come se una parte dì lei ci credesse e un’altra lo rifiutasse.

La tua mente inconscia lo ha notato e ti ha spinto a non crederle o a non fidarti completamente. Allo stesso modo, se trasmetti un messaggio positivo a te stesso, ma il tuo linguaggio del corpo è incongruente e la tua voce è tremolante e fievole, ne risulterà un messaggio contraddittorio che non sortirà di certo l’effetto desiderato.

Se quel che diciamo concorda con la nostra postura, il respiro, l’espressione facciale, i movimenti, il volume e il tono di voce, il cervello tenderà ad accettarlo come vero e diventerà molto più facile radicarvi una nuova convinzione o un nuovo modo di pensare.

È fondamentale quindi diventare più consapevoli di come il nostro corpo condizioni la nostra mente. Molte ricerche e studi scientifici hanno evidenziato come le emozioni influenzino il corpo, ma solo recentemente la comunità scientifica si è interessata al fatto che è vero anche il contrario.

Modificare la postura, l’espressione facciale, i movimenti, scatena automaticamente dei cambiamenti nei processi biochimici dell’organismo, modificando il flusso sanguigno al cervello, il livello di ossigenazione encefalica e il passaggio di neurotrasmettitori.

Puoi facilmente sperimentarlo in prima persona, senza bisogno che io ti fornisca troppe spiegazioni teoriche. Prova, per esempio, a sederti sulla tua sedia come se fossi una persona depressa, cercando di imitarne la fisiologia e poi fai la stessa cosa immedesimandoti in una persona sicura.

In questo esercizio modificherai l’uso del tuo corpo e potrai notare subito come una postura tipica della depressione stimoli automaticamente un calo di energia e sensazioni per nulla piacevoli di frustrazione e sopraffazione.

Al contrario, usando la tua fisiologia per ricreare uno stato di sicurezza, susciterai sensazioni molto diverse dalle precedenti. La cosa curiosa è che con la fisiologia della depressione tenderai a focalizzarti sui problemi e sulle difficoltà molto più che in uno stato di certezza e sicurezza.

Questo può aiutarci a capire definitivamente come un uso diverso della nostra fisiologia dà accesso a risorse differenti, poiché postura, espressione del volto, modalità di respirazione sono ancorati a sensazioni, schemi di pensiero e rappresentazioni interne ben precisi e consolidati.

Se hai gradito questo articolo, condividilo cliccando sui pulsanti che trovi sotto e iscriviti ora alla newsletter o al FEED RSS,  se vuoi ricevere i nuovi articoli. Sarà un vero piacere annoverarti tra i miei lettori. Grazie di cuore!!

Inserisci la tua email:

Altri libri di Roberto Re

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *