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Sai quali sono le 7 credenze del successo?

Come effettuare un cambiamento duraturo

Le credenze del successo

 

  • CREDENZA n. 1: Tutto quello che succede ha una ragione e uno scopo, e possiamo servircene.

Tutte le persone di successo hanno la misteriosa capacità di focalizzare la propria attenzione su ciò che in una situazione è possibile e sui risultati positivi che possono derivarne. Indipendentemente dai contraccolpi negativi che possono venir loro dall’ambiente circostante, ragionano in termini di possibilità. Pensano che tutto accada per un motivo, e che essi possano servirsene. Credono fermamente che ogni avversità contenga il seme di un beneficio equivalente o magari maggiore.

Occorre grande disciplina per ripercorrere i nostri passi, imparare dure lezioni, riparare i danni e volgere lo sguardo a nuove possibilità. Ma questa è l’unica maniera per ricavare un esito positivo da quello che sembrava un risultato negativo.

Soffermatevi un istante a ripensare alle vostre convinzioni. In generale, vi aspettate che le cose funzionino bene o che funzionino male? Vi aspettate che i vostri migliori sforzi siano coronati da successo o vi aspettate, al contrario, che finiscano in niente?

Che cosa vedete in una situazione, le potenzialità o i limiti? Molti sono coloro che tendono a focalizzare l’attenzione sugli aspetti negativi più che sui positivi, e il primo passo verso il cambiamento consiste nel rendersene conto.

La credenza nei limiti crea individui limitati, e la soluzione consiste nel lasciar perdere le limitazioni e nell’agire partendo da un insieme più elevato di risorse.

I leader sono gli individui che scorgono le possibilità, quelli in grado di mettere piede in un deserto e scorgervi un giardino.

CREDENZA n. 2: NON ESISTE FALLIMENTO, ma solo risultati.

Le persone che hanno il massimo successo non sono quelle che non falliscono, ma semplicemente coloro i quali sanno che, se tentano di ottenere qualcosa e non riescono ad averla, hanno comunque avuto un’esperienza istruttiva: utilizzano ciò che hanno appreso e tentano un’altra strada. Intraprendono nuove azioni e ottengono nuovi risultati.

Gli individui, invece, che temono il fallimento si fanno anticipatamente rappresentazioni interne di ciò che potrebbe non funzionare e questo li trattiene dall’intraprendere proprio quell’azione capace di assicurare l’attuazione dei loro desideri.

Avete paura del fallimento? Sì? Avete mai pensato di sostituirlo con l’apprendimento? Potete imparare da ogni esperienza umana e riuscire, qualsiasi cosa facciate. Mark Twain ha scritto: “Non c’è nulla di più triste di un giovane pessimista”. E aveva perfettamente ragione.

Le persone che credono nel fallimento quasi sempre hanno in serbo un’esistenza mediocre. Il fallimento è qualcosa che non viene percepito da coloro che attingono alla grandezza. Costoro non attribuiscono emozioni negative a ciò che non funziona.

Mi sia permesso di riferirvi un esempio. È la biografia sintetica di un uomo che a 31 anni ha fallito come uomo d’affari; a 32 anni è stato bocciato a un’elezione; a 34, altro fallimento; a 35, gli è morta la donna amata; a 36, ha avuto un crollo psichico; a 38, ha perso un’altra elezione; a 43, non è riuscito a farsi eleggere al Congresso; a 46, ci ha riprovato ed è stato bocciato un’altra volta; a 48, stessa esperienza; a 55, non è riuscito a farsi eleggere senatore; a 56, ha perso la corsa per la vicepresidenza; a 58, non ha avuto un seggio senatoriale; a 60, è stato eletto presidente degli Stati Uniti.

Il nome del personaggio è Abraham Lincoln. Sarebbe potuto diventare presidente se avesse considerato alla stregua di fallimenti le sue esperienze di vita? Assai improbabile.

C’è anche un celebre episodio di Thomas Edison. Dopo che per 9999 volte aveva tentato di perfezionare la lampadina elettrica senza riuscirci, qualcuno gli chiese: “Hai forse intenzione di andare incontro a 10.000 fallimenti?” La risposta di Edison fu: “Io non fallisco, semplicemente ho scoperto un altro modo di non inventare la lampadina elettrica”.

Edison in realtà aveva scoperto che considerando in modo diverso le azioni si ottiene un risultato differente. I nostri dubbi sono traditori e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere solo perché abbiamo paura di tentare.

Vincitori, leader, capi d’azienda, persone dotate di potere personale comprendono tutti che, se si tenta qualcosa e non si perviene all’esito desiderato, si tratta di una semplice retroazione, nel senso che l’informazione così ottenuta viene utilizzata per elaborare più precise definizioni di ciò che è necessario fare per ottenere i risultati desiderati.

Io vi suggerisco di cominciare a rendervi conto fin da ora che NON ESISTE FALLIMENTO, ma solo risultati, e un risultato lo si produce sempre. Se non è quello che si desidera, si possono cambiare le azioni e si otterranno nuovi risultati.

le credenze del successo

 CREDENZA N. 3: Qualsiasi cosa accada, assumetevene la responsabilità.

Un’altra caratteristica comune a leader e realizzatori è il fatto di agire partendo dalla convinzione di creare il proprio mondo. L’affermazione che li sentirete fare, più e più volte, suona: “Il responsabile sono io, e sono io che me ne occupo”.

I realizzatori hanno la tendenza a credere che qualsiasi cosa accada, buona o cattiva che sia, ne sono stati loro i creatori.

Se non credete che il vostro mondo è una vostra creazione, si tratti dei vostri successi o dei vostri fallimenti, vuol dire che siete alla mercé delle circostanze. Le cose semplicemente vi accadono, siete oggetti, non soggetti.

CREDENZA N. 4: È necessario comprendere le cose per essere in grado di servirsene.

Molte persone di successo fanno propria un’altra utile convinzione. Non credono di dover conoscere tutto di tutti per potersene servire; sanno come utilizzare ciò che è essenziale, senza avvertire il bisogno di scoprirne ogni singolo particolare.

Sanno sempre ciò che è essenziale e ciò che non lo è. Gli individui di successo sono particolarmente abili nel distinguere ciò che per essi è necessario comprendere e ciò che non lo è.

CREDENZA N. 5: La gente è la nostra massima risorsa.

Gli individui che raggiungono l’eccellenza, vale a dire le persone che ottengono risultati straordinari, quasi senza eccezione nutrono grandissimo rispetto per gli altri e sanno apprezzarli. Hanno il senso della collegialità, dello scopo comune e dello sforzo unitario.

Se c’è un’intuizione valida nella nuova generazione di libri sul mondo degli affari, è la convinzione che non si ha successo duraturo senza rapporti con gli altri e che la via per il successo consiste nel costituire un team di persone capaci di effettiva collaborazione.

Anche noi dobbiamo essere continuamente all’erta, riadattare il nostro comportamento, calibrare le nostre azioni, per essere certi di arrivare dove vogliamo. Affermare che si tratta rispettosamente gli altri e farlo davvero non è la stessa cosa.

Le persone di successo sono quelle che più di tutte sono pronte a chiedere agli altri: “Come possiamo farlo meglio? Come possiamo farlo funzionare?” Sanno che un individuo da solo, per quanto brillante, non riuscirà mai a ottenere i risultati di un team efficiente.

CREDENZA N. 6: Il lavoro è gioco.

Conoscete qualcuno che abbia ottenuto grandi successi facendo ciò che detesta? Io no. Una delle chiavi del successo consiste nel realizzare un fruttuoso matrimonio tra ciò che si fa e ciò che si ama.

Pablo Picasso ha affermato: “Quando lavoro, mi rilasso, al contrario, non far niente o intrattenere visitatori mi stanca”. Forse non dipingiamo come Picasso, ma tutti possiamo fare del nostro meglio per trovare un lavoro che ci dia vigore e gioia, e possiamo inserire in tutto ciò che facciamo molte delle cose che facciamo giocando. Mark Twain ha scritto: “Il segreto del successo consiste nel fare della propria vocazione una vacanza”.

Per le persone di successo il lavoro è una sfida, è uno sprone, è qualcosa che arricchisce le loro esistenze, lo vedono come molti di noi vedono il gioco: è un modo di distendersi, di imparare nuove cose ed esplorare nuove strade.

Se riuscite a trovare modi creativi di compiere il vostro lavoro, questo vi aiuterà a trovare lavori ancora migliori. Se invece decidete che il lavoro è solo fatica ingrata, nient’altro che il mezzo per portare a casa una busta paga, è molto probabile che non diverrà mai qualcosa di più.

CREDENZA N. 7: Non c’è successo duraturo senza impegno.

Coloro che hanno successo sono persone che credono nella potenza dell’impegno. Se c’è un’opinione che appare quasi inseparabile dal successo è che non si possono ottenere grandi risultati senza grandi impegni. Se date un’occhiata a individui realizzatisi in qualsiasi campo, constaterete che non sono per forza di cose i migliori, i più intelligenti, i più rapidi e i più energici, ma sono quelli capaci del massimo impegno.

Questo articolo è tratto dal libro “Come ottenere il Meglio da Sé e dagli altri” di Anthony Robbins

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