Costruire relazioni vincenti

 

Meglio non avere aspettative

 

Perché è meglio non avere aspettative? Perché “le grandi aspettative sono il preludio delle grandi delusioni” – Cecilia Dart Thornton

“Spesso noi cerchiamo di rischiarare le tinte fosche del presente, speculando su possibilità favorevoli e inventiamo speranze chimeriche di ogni genere, ciascuna delle quali è gravida di una delusione, che non tarda a presentarsi quando tale speranza naufragherà contro la dura realtà” – Arthur Schopenhauer

Tutti siamo inclini ad avere delle aspettative: ci aspettiamo di conseguire puntuali risultati, di ottenere questo o quell’altro, pretendiamo precisi comportamenti dagli altri… e poi nel momento in cui le nostre aspettative vengono disilluse, cadiamo nello sconforto e nella delusione. Perché?

È la mente che ci inganna e ci rende “dei mendicanti”: crea aspettative e poi si abbandona al giudizio  quando l’esterno non si conforma ad esse.

 Ci convince che le cose debbano andare in una certa maniera, seguire schemi fissi che si confanno con i nostri ideali di vita, le nostre credenze e convinzioni e ci costringe ad imporre a noi stessi e agli altri inutili regole che sortiscono come unico risultato quello di appesantire noi stessi e gli altri.

meglio non avere aspettative

Dobbiamo educarci dunque a non avere aspettative o a ridurle considerevolmente, certo, non è per niente facile, ma non è impossibile: nulla è impossibile, se lo vogliamo veramente.

Cosa significa non avere aspettative?

 

Non avere aspettative significa affidarsi alla vita e non porre  limiti all’Universo il quale potrebbe avere per noi piani più vantaggiosi di quanto non siano i nostri.

Abituiamoci allora ad accettare quanto succede, senza etichettarlo e giudicarlo, anche se ci procura un certo grado di disagio, di fastidio o di sofferenza.

Non possiamo mai conoscere quali saranno gli sviluppi di una situazione, per cui ciò che noi bolliamo come negativo potrebbe col tempo rivelarsi estremamente vantaggioso.

Mettere da parte le aspettative e lasciare che la vita fluisca non significa comunque che dobbiamo assumere un atteggiamento passivo, tutt’altro: continuiamo a sognare, pianificare, progettare, fare, credere, sperare… ma senza cadere nello sconforto e lasciarci travolgere da pensieri ed emozioni negative se le cose prendono una piega diversa da quella desiderata.

Le cose non stanno andando o non sono andate come ci aspettavamo? Accettiamolo, senza perdere  fiducia in noi stessi e nella nostra capacità di creare comunque la realtà che desideriamo.

meglio non avere aspettative

Convinciamoci che la vita può offrirci il meglio se solo ci crediamo. Non abbandoniamo  la speranza, perché la speranza è diversa dall’aspettativa.

Il concetto di “speranza”  non esclude il pianificare e perseguire obiettivi, credere fermamente nei nostri sogni, lottare e impegnarsi per la loro realizzazione, purché si lasci all’Universo la libertà  di scegliere tempi e modalità di realizzazione.

Avere delle aspettative, invece, è pretendere che le cose vadano secondo le limitate e rigide modalità stabilite dalla nostra mente il che equivale a interferire con la libertà creativa dell’Universo.

L’Universo ha molta più perspicacia e lungimiranza di noi, perché allora non fidarsi? Lasciamogli libertà operativa in quanto a tempi e modalità di attuazione dei nostri sogni e concentriamoci solo su ciò che ci compete: l’impegno di NON MOLLARE MAI.

Non lasciarti dunque demolire, continua a credere in te e nelle tue capacità! Non dipendere dall’esterno, perché ogni sorta di dipendenza ci rende schiavi e ci priva del nostro potere e della nostra grandezza, ci rende nani, dimentichi del fatto che possiamo essere dei giganti.

Possediamo forza, talento, capacità… Cosa può ostacolarci se crediamo veramente nei nostri sogni?

Se non perdiamo l’autostima e la fiducia nella nostra capacità di creare comunque la realtà che vogliamo, l’Universo non tarderà a sorprenderci superando ogni nostra aspettativa.

Per questo ti dico:

La vita è meravigliosa: Vivila!  La vita è un fiore magnifico, colorato, profumato: Coglilo!
La vita è un momento d’estasi infinito: Godilo!
Svegliati, uomo! Scuoti il torpore! Esci dalla tenebre. Apri gli occhi.
Tutta la tua sofferenza è un’illusione. Te lo stiamo dicendo da tempo.
Te lo stiamo urlando adesso!! Smetti di lottare, smetti di farti ingannare dalla mente.
Smetti di creare inutili sofferenze. Numerosi elementi concorrono a condizionare il tuo divenire.
Ma tu sei più forte.
Non è una lotta, ma una manifestazione.
Finché te ne stai accovacciato a terra non te ne rendi conto.
Alzati in piedi, ergiti, nella tua maestosa pienezza
e ti renderai conto che quelli che ti sembravano giganti che ti tenevano legato,
non sono altro che dei nanetti fastidiosi
.
Mio Gulliver, osa dimostrare chi sei.
Non c’è niente di speciale da fare, basta che tu faccia la cosa più naturale del mondo: stare in piedi.
No sforzo, no lotta, no pensieri.
Non essere pusillanime. Non essere meschino con te stesso. Non essere pigro.
Alzati e cammina! Esci dalla tenebra della morte in cui ti sei cacciato.
Non sei morto, ma vivo. Sei tu che non ci credi. Svegliati!
Lascia scorrere la vita. Vai libero per il mondo.
Tu gigante tra i pigmei, tu Essere Divino tra gli dei.
Non rinnegare la tua essenza, ma manifestala! È ora! È ora!
Smetti di chiedere conferma al di fuori di te.
Tua è la vita, tua è la forza, tua la gloria.
Vai maestoso tra i sentieri della vita, godine ogni singolo istante!
Assapora ogni istante di quel nettare! Danza ogni singola nota di quella splendida canzone!
Mia cara, mio caro, svegliati! È l’alba, da un pezzo. Alzati! È l’ora. La tua ora!
Vai e sorprendi il mondo con la tua vita.  Vita! Vita! VITA!!
Pienamente vissuta, completamente realizzata!
Risorgi, o Uomo, nel tuo splendore.
O Araba Fenice, o santo Graal, svelati al mondo. E l’illusione svanisce.
Il velo si dissolve. La lezione è appresa. Il compito realizzato.
E ti trovi, finalmente,  a casa.
Amen

Tratto da “Una carezza per l’anima” di Bruno Scattolin pp. 42,43

 

meglio non avere aspettative

Il contenuto di questo post è attinto dal libro “Come costruire relazioni vincenti”

relazioni vincenti

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