,

Non prendere nulla in modo personale

non prendere nulla in modo personale

 

Ciò che gli altri fanno è una proiezione della loro realtà

 

“Non prendere nulla in modo personale: gli altri non fanno nulla a causa tua. Ciò che gli altri fanno o dicono è una proiezione della loro realtà, del loro sogno personale. Quando sei immune dalle opinioni e dalle azioni degli altri, non sarai più la vittima di sofferenze inutili” – Don Miguel Ruiz

È vero che il rapporto con l’altro ci aiuta a capire meglio chi siamo, ci trasmette importanti  messaggi per  una maggiore comprensione di noi stessi, ma è altrettanto vero che  non tutte le persone con cui veniamo a contatto assolvono questo importante compito, per cui spesso non è proprio il caso di dare eccessivo peso a ciò che gli altri fanno o dicono.

L’intuito e la perspicacia se affinati, ci permetteranno di distinguere tra queste due differenti situazioni: situazioni in cui c’è un’importante lezione da apprendere  e situazioni che non vanno assolutamente vissute in modo personale.

Qualsiasi cosa l’altro faccia è un riflesso del suo mondo interiore e del suo ego: il giudizio, la critica, la rabbia, l’aggressione, il fango,  il veleno emozionale che  talora esterna gli appartengono, non sono nostri e nemmeno si può pensare che siano rivolte contro di noi…

L’individuo esterna ciò che ha dentro indipendentemente dalla persona con cui viene a contatto: siamo come le piante che producono il loro frutto indipendentemente dal terreno in cui sono state piantate.

non prendere nulla in modo personale

Un cardo continuerà a produrre spine, indipendentemente dal fatto che abbia accanto un bellissimo e prezioso roseto o della semplice ortica.

Perché allora prendere tutto sul personale e pensare che gli altri ce l’abbiamo con noi o che l’Universo ci remi contro?

L’Universo è in piena linea con le nostre intime convinzioni, se pensiamo che il Mondo ce l’abbia con noi e ci perseguiti, sarà così; se invece, ci affidiamo all’Universo con la piena convinzione che opera con noi e per noi, non potrà essere altrimenti.

Ciascuno raccoglie ciò che semina, l’altro può quindi tramare quanto vuole contro di noi, può buttarci addosso il suo fango, ma la vita restituisce a ciascuno secondo il proprio operato, per cui ciò che deve preoccuparci non è il comportamento altrui, ma il nostro.

I risultati futuri della nostra esistenza dipendono dal nostro comportamento, non da quello altrui, ciononostante dobbiamo mettere in conto che saremo, prima o poi, messi alla prova perché la luce attira sempre le tenebre.

Giuseppe, il figlio di Giacobbe, nonostante l’impeccabilità e la maturità del suo comportamento fu venduto dai fratelli come schiavo in Egitto; Gesù, sebbene uomo  perfetto, non solo fu tradito da uno dei suoi intimi, ma fu anche accusato di essere “ghiottone e  bevitore di vino, amico di esattori di tasse e peccatori”.

 “Che la sapienza sia giusta è provata dalle sue opere” (Matteo 11:19): fu questa la risposta di Gesù il quale non si lasciò abbattere dal comportamento scorretto di altri, andò per la sua strada, consapevole del fatto che si raccoglie sempre ciò che si semina nel bene e nel male.

L’altro per quanto ci metta alla prova, non potrà mai compromettere il risultato finale del nostro raccolto, perché esso dipende solo ed esclusivamente dal nostro operato.

Non lasciamo dunque che il rumore delle opinioni altrui, scrive Steve Jobs, offuschi la nostra voce interiore, continuiamo piuttosto a seguire con coraggio il nostro cuore e la nostre intuizioni, considerando tutto il resto “semplicemente secondario”.

È vero, quello che a volte ci capita non sempre è la giusta retribuzione al nostro operato, ma potete star certi che serve alla nostra crescita, serve a renderci forti, ad affinare e sviluppare certe qualità e una volta superata la prova, l’Universo saprà come risarcirci per ciò che magari abbiamo patito ingiustamente.

Gesù e Giuseppe furono riccamente ricompensati per la loro paziente perseveranza: l’uno sedette alla destra del Padre e l’altro divenne primo ministro in Egitto (la  carica più importante dopo quella di faraone).

“Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo” – Seneca

Vogliamo salire di grado? Vogliamo evolverci, essere centrati, forti? Accettiamo allora di buon grado le sfide che la vita ci pone, smettiamola di cedere potere all’esterno, di dare agli altri la responsabilità della nostra felicità e serenità, smettiamola di puntare il dito contro l’altro perché ci causa sofferenza.

Non possiamo controllare gli eventi esterni, è vero,  ma siamo responsabili delle nostre reazioni, responsabili di ciò che proviamo e di come ci sentiamo.

Non si può negare che a volte la vita ci mette a dura prova e che alcuni eventi ci procurano grande sofferenza, ma la nostra reazione può fare la differenza: il dolore, il disagio, il conflitto interiore vanno comunque metabolizzati, ma se decidiamo di accettare ciò che ci capita, come occasione di fortificazione interiore, conserveremo integra la nostra serenità, vedremo aumentare il nostro potere personale e cosa più importante riusciremo ad accrescere la nostra capacità di resistenza allo stress e alle avversità.


“Non vi è miglior insegnante delle difficoltà. Ogni sconfitta, ogni batticuore, ogni perdita, contengono il loro proprio seme, la loro propria lezione su come migliorare le nostre prestazioni la volta successiva” – Og Mandino


Dunque non aver paura delle difficoltà che incontri, “ricorda che l’aquilone si alza con il vento contrario e mai con quello favorevole”.

Non possiamo pretendere che ci sia sempre il sole nella nostra vita, dobbiamo imparare a  “ballare sotto la pioggia” con la convinzione che cessato il temporale potremo godere in misura più piena i benefici del sole: “Chi desidera vedere l’arcobaleno deve imparare ad amare la pioggia” – Paulo Coelho

Non prendere nulla sul piano personale significa dunque riappropriarsi del proprio potere, il potere di tenere sotto controllo pensieri ed emozioni e vivere la propria vita in serenità indipendentemente da quello che succede all’esterno.

Ricorda che l’altro, sia che ti trasmetta lezioni di vita, sia che ti metta ingiustamente alla prova, contribuisce comunque alla tua crescita e alla tua evoluzione interiore.

non prendere nulla in modo personale

Accetta dunque di buon grado difficoltà e ostacoli, considerali come palestra di vita, come opportunità di successo interiore e ricorda che a volte sono proprio le difficoltà ad operare veri e propri miracoli di cambiamento personale: l’avversità, diceva Victor Hugo, crea veri uomini e va considerata come un’opportunità, non come un problema.

“A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate e magari a modo loro felici, ma non sono molto profonde… Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli uno dono, uno dono crudele, ma pur sempre un dono” – Peter Cameron, “Un giorno questo dolore ti sarà utile!”

Il contenuto di questo post è attinto dal libro “Costruire relazioni vincenti”

relazioni vincenti

Potrebbero interessarti anche altri articoli appartenenti alla stessa categoria “Relazioni”:

Se hai gradito questo articolo, condividilo cliccando sui pulsanti che trovi sotto e iscriviti ora alla newsletter, se vuoi ricevere i nuovi articoli. Sarà un vero piacere annoverarti tra i miei lettori. Grazie di cuore!!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *