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Come raggiungere un obiettivo: 10 step

come raggiungere un obiettivo

Decalogo per formulare in modo corretto un obiettivo

 

Ci sono sicuramente delle caratteristiche che rendono un obiettivo più o meno raggiungibile, già dal principio, all’atto della stesura stessa. Molto spesso non perveniamo alla realizzazione di un obiettivo semplicemente perché abbiamo sbagliato già in partenza nel definirlo, complicandoci la vita da subito.

Il decalogo qui proposto potrà esserti molto utile per formulare i tuoi obiettivi in modo corretto.

I 10 step di un obiettivo ben formulato

Un obiettivo ben formulato deve essere:

1. Specifico, definito e misurabile

Questo è il primo scalino nel quale le persone inciampano e che impedisce a molta gente di raggiungere ciò che desidera perché si limita a fare vaghe generalizzazioni: «Voglio fare carriera», «Mi piacerebbe migliorare», «Il mio obiettivo è guadagnare di più».

Affermazioni così generiche non significano nulla per la nostra mente, sono poco chiare e non indicano una meta. Sarebbe come dire: «Voglio andare in vacanza» rispetto a «La prossima primavera voglio andare in vacanza alle Maldive, nell’atollo di Ari, in un hotel a cinque stelle, per due settimane e insieme a un amico». Nel secondo caso la vostra mente è stata indubbiamente in grado di focalizzarsi su qualcosa di preciso e definito.

Obiettivi specifici e definiti sono come la stella polare per un navigante, un punto fisso e inamovibile che ci indica una rotta e che ci dà un riferimento preciso della direzione in cui muoverci anche quando cambia il vento.

Inoltre più è specifico l’obiettivo più sollecita il nostro SAR, il sistema di attivazione reticolare, un meccanismo selettivo del nostro cervello che determina ciò che notiamo e a cui prestiamo attenzione.

Ti è sicuramente capitato di voler cambiare automobile e decidere di comprare un determinato modello di un certo colore. Scommetto che da quel momento in poi, hai iniziato a notare quell’auto dappertutto…

Ovviamente quelle macchine c’erano anche il giorno prima, ma adesso che il tuo SAR si è attivato mettendo a fuoco ciò che vuoi, quando entri in un parcheggio con centinaia di autovetture, immediatamente la tua attenzione viene attirata da tutte quelle uguali a quella che hai deciso di acquistare, come se risaltassero e si imponessero sulle altre.

Quando il nostro SAR è attivato su qualcosa su cui ci siamo focalizzati, aumentano la nostra consapevolezza e la nostra concentrazione, permettendoci di notare prima e meglio tutto ciò che è collegato a quel qualcosa.

Perciò, quando ti poni un obiettivo sii preciso! Cosa vuoi fare, essere, avere specificatamente? Come? Quando? Per quanto tempo? Dove? Con chi? E rendi l’obiettivo il più misurabile possibile, in modo da poter avere sempre un riferimento numerico dei tuoi progressi e di quanto ti manca per raggiungere la tua meta.


«Niente può aggiungere maggiore potere alla tua vita che concentrare tutte le tue energie su obiettivi stabiliti» (Nido Qubein)


2. Avere una scadenza 

Se un obiettivo dev’essere misurabile, ovviamente deve esserlo anche sulla scala del tempo. Entro quanto tempo vuoi ottenere quel risultato? Hai notato che, quando abbiamo delle scadenze, ci attiviamo in maniera diversa rispetto a quando non ne abbiamo?

L’approssimarsi della data prefissata crea indubbiamente pressione, ma stabilisce un passo, un ritmo da seguire. Infatti, senza un tempo limite, potremmo cadere nel «prima o poi lo farò»: scusa numero uno per rimandare le cose e giustificare la nostra incapacità di agire.

Definisci con precisione i tempi entro i quali vuoi tagliare il traguardo e tutte le scadenze degli eventuali micro obiettivi intermedi.

3. Espresso in positivo

È più importante sapere cosa vogliamo rispetto a ciò che non vogliamo. Quindi non dirò: «Non voglio più pesare novanta chili», ma piuttosto «Voglio pesare settantotto chili». Ricorda che la nostra mente non conosce il «non», perciò tutto ciò che dici di «non» volere, viene da lei automaticamente visualizzato e acquista potere.

4. Fattibile

Spesso le persone si pongono obiettivi davvero irrealizzabili. Se guadagni mille euro al mese e ti metti in testa di diventare milionario in una settimana, è evidente che la cosa è pressoché impossibile.

Un conto è pensare in grande, coltivare mete stimolanti e spingerci oltre le nostre paure e i nostri limiti mentali, un altro è invece stabilire obiettivi che siano pure fantasticherie.

Se la mia mente non ritiene possibile il raggiungimento di un determinato traguardo non lavorerà mai a suo favore, ma contro di esso, creando costanti sabotaggi. Inoltre, nel momento in cui inizierò ad avere le prime difficoltà e a rendermi conto che l’obiettivo è irrealizzabile, sarò portato ad abbandonare quella strada. Quindi essere realisti è una caratteristica fondamentale per definire con successo un proprio obiettivo e per far sì che sia raggiungibile.

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5. Motivante

Se l’obiettivo prefissato fosse quello di guadagnare un solo euro in più il prossimo mese, sicuramente sarebbe più che fattibile, ma non potrebbe mai essere motivante! Chi si impegnerebbe mai per un obiettivo così modesto?

Quindi un buon obiettivo presenta un giusto mix tra la realizzabilità e lo stimolo positivo che ci dà l’idea di superare i nostri limiti e fornire la nostra migliore prestazione. Deve portare con sé forti emozioni positive legate all’idea di raggiungerlo e sensazioni davvero sgradevoli al solo pensiero di non farcela.

Il nostro obiettivo deve avere degli scopi che vadano al di là dello stesso, delle ragioni per le quali valga la pena impegnarsi. Deve essere eccitante e stimolante, far scorrere l’adrenalina nel nostro corpo, impedirci di adagiarci nella mediocrità, fare leva sul nostro bisogno di crescere. Cerca, dunque, mete entusiasmanti, che creino un forte desiderio, che ti facciano provare emozioni forti!

6. Espresso in forma scritta.

Nella nostra cultura mettere le cose per iscritto è indubbiamente più impegnativo che pronunciarle solamente. «Verba volant scripta manent», dicevano i latini, e tutti sappiamo che di certo i pensieri e le parole tendono a sparire velocemente dalla nostra memoria o, quanto meno, a cambiare nel tempo.

Quante volte succede di avere una buona idea e, non avendola appuntata, perderla nei meandri della nostra mente per non ritrovarla mai più. Mettere per iscritto i nostri obiettivi ci permette di fissarli indelebilmente e nel farlo ci fa prendere un impegno psicologico con noi stessi e, soprattutto, ci fa fare il primo passo verso il loro raggiungimento.

Scrivere ci obbliga, infatti, a un’opera di sintesi che trasformi pensieri e sensazioni in frasi di senso compiuto, un lavoro che costringe a chiarire meglio questi obiettivi a noi stessi e alla nostra mente. Ci permette inoltre di stabilire priorità e scadenze e di controllarne lo sviluppo.

Di certo, se non siamo in grado neanche di mettere i nostri obiettivi su un foglio di carta e pianificarli, sarà alquanto difficile riuscire a trasformarli in qualcosa di più concreto.

7. Non in contrasto con i propri valori

I nostri valori sono ciò che è veramente importante per noi, qualsiasi obiettivo che entri in conflitto con essi sarà alla lunga destinato a morire. Quando obiettivi e valori sono allineati gli uni agli altri, si crea un flusso sinergico che ci permette di muoverci armonicamente verso le nostre mete. Al contrario, quando agiamo contro i nostri valori, creiamo resistenze, pressione interna, autosabotaggi e, nel caso si arrivi comunque fino alla meta, una sensazione di rimorso e senso di colpa.

8. Immaginabile

«Qualsiasi cosa la mente di un uomo possa concepire o credere, la potrà raggiungere», diceva Napoleon Hill. Ogni cosa che è stata creata dall’uomo è stata prima immaginata dalla sua mente. Quanto più i nostri obiettivi saranno concreti, specifici e realizzabili, tanto più saranno immaginabili.

La nostra mente ha bisogno di vedere dove sta andando e, anzi, più lo fa con chiarezza e più ha la possibilità di raggiungere il traguardo prefissato. Tutti coloro che hanno compiuto qualcosa di grande lo avevano prima visto nella loro mente.

«L’immaginazione è più importante della conoscenza» (Albert Einstein)

9. Condivisibile con gli altri

Questo punto è abbastanza discusso, poiché diverse sono le opinioni al riguardo. C’è chi sostiene che è bene far sapere al mondo dei propri obiettivi, parlandone con quante più persone possibile e in ogni situazione, così da mettersi con le spalle al muro e non poter più tornare indietro, pena una figuraccia terribile con tutta quella gente che è lì, testimone. Di certo questa strategia crea una pressione notevole, e in alcuni casi si rivela vincente.

C’è poi chi crede nella strategia opposta: tenere per sé i propri piani e stupire le persone a fatti compiuti. Personalmente ritengo che una via di mezzo sia l’opzione più saggia e redditizia: condividere i propri obiettivi con persone a noi vicine, delle quali ci fidiamo e che possono supportarci ed eventualmente aiutarci se ce ne fosse bisogno, oppure con chiunque incontriamo, anche casualmente, ma che, per un qualsiasi motivo, potrebbe darci una mano a raggiungerli più facilmente e rapidamente.

«Se condividi una buona idea abbastanza a lungo, prima o poi incontrerai le persone giuste» (Jim Rohn)

10. Suddivisibile in sotto-obiettivi intermedi

Se nella strada verso la meta finale stabiliamo delle tappe intermedie, diventerà più facile monitorare il lavoro, avere le giuste indicazioni per sapere sempre dove siamo e quanto dista ancora il taglio del traguardo.

Ovviamente poi, quanto più un obiettivo è impegnativo e ambizioso, tanto più suddividerlo in sottoobiettivi (più ridotti e quindi più facilmente realizzabili della grande meta finale) ci renderà più semplice realizzarlo, perché dovremo concentrarci su uno solo alla volta, come un ciclista che in una gara come il Giro d’Italia o il Tour de France si concentra via via sulle singole tappe, pur senza perdere di vista la visione d’insieme e la strategia globale.

Tratto dal libro di Roberto Re, Leader di te stesso

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