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Non resistere a ciò che ti accade, accetta il momento presente

Ti è mai capitato di nutrire aspettative che vengono poi disattese o di vivere avvenimenti quotidiani e esperienze di vita che ti deludono, ti fanno soffrire perché non in linea con i tuoi desideri?

Sicuramente sì, è successo a tutti e tutti abbiamo avuto l’occasione di constatare come la nostra resistenza, il nostro lottare ostinatamente contro la situazione non gradita, non ha fatto altro che peggiorarla trascinandoci talora nello sconforto e nella disperazione.

Ma perché abbiamo la tendenza a “resistere” a ciò che ci accade anziché accettarlo? Ovviamente perché siamo convinti che una certa situazione non va bene per noi, è negativa e quindi va rifiutata, osteggiata al fine di ricondurre  tutto ad un livello di normalità e ritornare nella nostra consueta zona di comfort. Continua a leggere

accettare la malattia

 

Accettare la malattia è importante

Qualsiasi malattia di una certa gravità o di un certo peso è accompagnata quasi sempre da sentimenti di angoscia, paura, rabbia, smarrimento.

Ci si chiede  com’è possibile che tutto questo sia successo proprio a noi. Tale reazione, soprattutto se si tratta del primo impatto, è assolutamente comprensibile, ma se questi sentimenti persistono sfoceranno inevitabilmente in un atteggiamento di rifiuto, di sconfitta, di resistenza, di passività che non farà altro che alimentare ulteriormente la sofferenza e il disagio del momento.

Ciò cui si resiste, dice Jung, persiste, tutto ciò cui opponiamo resistenza si rafforza, si intensifica. Continua a leggere

attenti a come parliamo

 

Quali pensieri vanno controllati e dominati?

 

Non certo quelli che sono “nostri” cioè quei pensieri che scaturiscono da un atto di volontà e che sono finalizzati al raggiungimento di uno scopo, di un obiettivo, finalizzati alla programmazione e alla pianificazione di progetti …. bensì quei pensieri  involontari e compulsivi che non ci appartengono, ma ci “accadono”, pensieri legati alle preoccupazioni per il futuro,  pensieri che attingono dal nostro “corpo di dolore” mali di ogni genere: torti subiti, traumi, soprusi, dolori, ricordi spiacevoli, paure, fallimenti, insuccessi, sensi di colpa…

Si tratta di pensieri che generano continui monologhi interiori, pensieri deprimenti, autolimitanti che assorbono parecchia energia e catturano la nostra attenzione generando emozioni negative molto nocive. Continua a leggere