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Cicatrici emotive, Maxwell Maltz
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Come eliminare le cicatrici emotive


Come le cicatrici emotive ci alienano la vita

 

Quando ricevete un’offesa fisica come per esempio un colpo in pieno viso, il vostro corpo forma tessuti cicatrizzati più resistenti e più duri di quelli originari. Lo scopo di questi tessuti è formare uno strato o un guscio protettivo, risorsa della natura per assicurarsi contro un’altra offesa nello stesso posto.

Noi siamo portati a fare quasi la stessa cosa ogniqualvolta riceviamo un’ingiuria emotiva o quando qualcuno ci danneggia o ci irrita. Formiamo cicatrici emotive o spirituali per autoproteggerci e siamo molto abili a ritirarci in un guscio protettivo e a divenire duri di cuore e insensibili al mondo.

Molti uomini hanno profonde cicatrici emotive che provocano lo stesso risultato sulla loro personalità. Queste persone sono state ferite o offese da qualcuno nel passato, e per guardarsi da future ingiurie provenienti dalla stessa fonte hanno dato vita a una cicatrice emotiva che protegge il loro io, quasi una sorta di muro emotivo attraverso il quale né amici né nemici riescono a passare.

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vivi per lavorare o lavori per vivere

Vivi per lavorare o lavori per vivere?

 

Priorità: vivi per lavorare o lavori per vivere?

 

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vaso di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi di circa 3 cm di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi, risposero di sì.

Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vaso e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.

Allora il professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vaso. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno. Continua a leggere

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È possibile diventare il numero uno?


Diventare il numero uno

Diventare il numero uno

È possibile eccellere in qualsiasi ambito e sviluppare il proprio massimo potenziale? Pensi che ci voglia talento e che il talento sia innato? Sì?

Mi dispiace contraddirti, ma non è proprio così in quanto allenando mente e cervello possiamo migliorare in maniera sorprendente le nostre prestazioni e abilità.

Ogni nostra abilità per quanto speciale e unica viene appresa grazie all’allenamento, alla definizione e pianificazione di obiettivi specifici e all’applicazione di strategie mirate.

Tutti possiamo eccellere in qualcosa purché non ci facciamo limitare da false convinzioni come quella della mancanza di talento.

Conosci Roger Bannister? È un ex atleta britannico che nel maggio del 1954 è riuscito  a correre un miglio in 3 minuti, 59 secondi e 4 decimi. Prima di allora si pensava che correre un miglio in meno di 4 minuti fosse un’impresa impossibile, fuori dalla portata degli esseri umani. Continua a leggere

La gara dei ranocchi: cosa ci insegna?
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La gara dei ranocchi: cosa ci insegna?


La gara dei ranocchi

 

C’era una volta una gara di ranocchi. L’obiettivo era arrivare in cima a una grande torre. Si radunò molta gente per assistervi e fare il tifo per loro. Cominciò la gara. In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo: “Che pena! Non ce la faranno mai!”

I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima e la gente continuava: “… Che pena! Non ce la faranno mai!…” E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava a insistere. Continua a leggere