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Cambiamento, 42 racconti motivazionali, Rifici Bianca

Siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo

 

        La principessa e il drago

 

Stanca di aspettare che arrivasse un principe a salvarla, la principessa raccolse tutto il suo coraggio, impugnò la spada e andò dritta verso il drago per ucciderlo o per chiedergli di lasciarla subito libera.

“Non ho più paura di te!”, gli gridò, anche se dentro di sé tremava.

Il drago la guardò negli occhi e atterrito le disse: “Non c’è davvero nessun bisogno di essere violenti. Io non ti ho mai detto di rimanere, anzi, mi sono sempre chiesto perché restassi così a lungo”.

“Ah, ok. Bene, allora”, rispose la principessa, un po’ in imbarazzo.

E non appena si allontanò dalla tana del drago, realizzò che… ciò che l’aveva davvero imprigionata erano le sue false paure e l’attesa che qualcuno si facesse avanti per salvarla, mentre lei stessa avrebbe potuto salvarsi da sola in qualsiasi momento.

Barbara Pozzo, La vita che sei

 

Cosa ci insegna?

 

Pensiamo spesso che siano gli altri a incatenarci e a creare la nostra prigione e non ci rendiamo conto che ciò che ostacola il nostro percorso di crescita è la falsa convinzione che debbano essere gli altri o le circostanze esterne a cambiare per liberarci dalle nostre catene.

 

“Sta qui l’errore: credere che gli altri debbano cambiare, che il mondo debba cambiare, che le nostre circostanze debbano cambiare, quando in realtà la soluzione sta in noi: noi stessi teniamo le chiavi della nostra prigione, ma non sappiamo di averle in tasca. Le cerchiamo ovunque, tranne dove possiamo veramente trovarle”.

Anthony De Mello

 

I draghi che pensiamo stiano là fuori sono dentro di noi, e possiamo liberarcene utilizzando le chiavi della consapevolezza e del cambiamento personale.

 

“Immaginate un paziente che va dal dottore per dirgli di cosa soffre. Il dottore dice: “Bene, ho capito i suoi sintomi. Lo sa cosa farò? Prescriverò un farmaco al suo vicino!”. Il paziente risponde: “Grazie mille, dottore: mi sento già molto meglio”. Non è assurdo? Eppure è proprio quel che facciamo tutti noi. La persona addormentata pensa sempre che si sentirà meglio se sarà qualcun altro a cambiare. Si soffre perché si è addormentati, però si pensa: “Come sarebbe meravigliosa la vita se qualcun altro cambiasse; come sarebbe meravigliosa la vita se il mio vicino cambiasse, mia moglie cambiasse, il mio corpo cambiasse”. Vorremmo sempre che fosse qualcun altro a cambiare, in modo da sentirci meglio. Siete voi ad avere bisogno di cambiare, ad aver bisogno della medicina. Continuate a insistere: “Mi sento bene perché il mondo va bene”. Sbagliato! Il mondo va bene perché io mi sento bene”.

Anthony De Mello

 

Non abbiamo il diritto di chiedere agli altri di cambiare, né possiamo avere la pretesa che le circostanze si adattino alle nostre esigenze: siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere là fuori.

 

Questo articolo è attinto dal libro 42 straordinari Racconti motivazionali di Bianca Rifici

 

Rifici Bianca, 42 straordinari RACCONTI MOTIVAZIONALI

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Meditazione e tecniche di rilassamento

 

Cos’è la meditazione? Osho l’ha definita “un tornare a casa, un semplice riposarsi un po’ all’interno del proprio essere, un arrivare a se stessi direttamente, immediatamente”; Jeremy Taylor ne parla come “la lingua dell’anima e il linguaggio dello spirito”; io amo definirla come l’arte di calmare la mente e acquisire il giusto grado di distacco dalle cose.

La parola “meditazione” deriva dal latino “meditari”, forma passiva del verbo che letteralmente significa “essere mosso verso il centro”. Per meditare, non devi ricorrere a pratiche complesse o strane, è sufficiente, ad esempio, abituarsi a stare in silenzio e ascoltare i suoni della natura: lo sciabordio del mare, il canto degli uccelli, lo stormire degli alberi… Devi diventare più consapevole di tutto ciò che ti circonda: oggetti, suoni, rumori, odori.

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Come effettuare un cambiamento duraturo

4 strategie per effettuare un cambiamento duraturo

Dal libro Leader di te stesso di Anthony Robbins

 

Affinché un cambiamento sia duraturo nel tempo, bisogna fare «CRAC»! «Devi rompere qualcosa?» Certamente! Devi rompere i vecchi schemi di pensiero e comportamento, sostituendoli con altri nuovi e più produttivi. «CRAC» è l’acrostico che, oltre a richiamare il suono onomatopeico dello spezzarsi di qualcosa, evidenzia i passi fondamentali che è necessario effettuare per arrivare al tuo scopo:

  1. Consapevolezza
  2. Rottura dello schema
  3. Alternativa potenziante
  4. Condizionamento

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Cicatrici emotive, Maxwell Maltz

Come le cicatrici emotive ci alienano la vita

Tratto  dal libro Psicocibernetica di Maxwell Maltz

 

Quando ricevete un’offesa fisica come per esempio un colpo in pieno viso, il vostro corpo forma tessuti cicatrizzati più resistenti e più duri di quelli originari. Lo scopo di questi tessuti è formare uno strato o un guscio protettivo, risorsa della natura per assicurarsi contro un’altra offesa nello stesso posto.

Noi siamo portati a fare quasi la stessa cosa ogniqualvolta riceviamo un’ingiuria emotiva o quando qualcuno ci danneggia o ci irrita. Formiamo cicatrici emotive o spirituali per autoproteggerci e siamo molto abili a ritirarci in un guscio protettivo e a divenire duri di cuore e insensibili al mondo.

Molti uomini hanno profonde cicatrici emotive che provocano lo stesso risultato sulla loro personalità. Queste persone sono state ferite o offese da qualcuno nel passato, e per guardarsi da future ingiurie provenienti dalla stessa fonte hanno dato vita a una cicatrice emotiva che protegge il loro io, quasi una sorta di muro emotivo attraverso il quale né amici né nemici riescono a passare.

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