,

I tuoi figli sono bambini liberi?

bambini liberi di crescere

Mamma lasciami crescere come cresce un bambino

Mamma, lasciami crescere come cresce un bambino, se non imparo dalle esperienze, non saprò affrontare al meglio la vita.

Mamma, lasciami correre e poi sbucciare un ginocchio, dopo aver pianto imparerò che cadere vuol dire farsi male, imparerò a stare attento, imparerò dal pericolo a essere prudente.

Mamma, lasciami imbrattare di colore la scrivania, lascia che le mie mani si sporchino di tempera, di colla e adesivo, imparerò coi colori a dipingere il mio mondo.

Mammina, lasciami sporcare la faccia di sugo, lascia che con le mani io scopra il cibo, lascia che io scopra i sapori, lasciami provare, non mi imboccare! Se tu insisti, io mi arrendo e cercherò te ogni volta che non avrò voglia di mangiare da solo.

Mamma, lasciami piangere ogni tanto, non correre da me appena accenno un lamento, prova ad aspettare, io devo imparare a cavarmela da solo! Cosa farò quanto dovrò affrontare le difficoltà e tu non sarai al mio fianco?

Madre mia, lascia da parte le tue faccende ogni tanto, sporcati la faccia di marmellata come me, imbratta le tue mani di tempera, costruiamo insieme grandi castelli, enormi vascelli, piramidi di Lego, se ti siedi vicino a me io ti sento più vicina.

Mamma, non fare quella faccia quando ho la febbre, io mi devo ammalare, i batteri e i virus mi devono fortificare; smettila di andare nel panico, vivrò nella paura se tu hai sempre troppa paura per me.

Mamma, se mi lasci dalla nonna non è la fine del mondo, anche loro hanno bisogno di me e io ho bisogno di loro! Vai pure fuori e mangiati una pizza, non morirò di fame e non impazzirò dalla solitudine, imparerò dalla lontananza a non dipendere sempre da te.

Mamma, se vado piano tu non correre, non sono una macchina e ho bisogno di tempo per imparare. A te sembra sempre facile ciò che per me è incomprensibile, ricordi quando eri bambina? È successo anche a te di non capire le cose semplici.

Mamma, fidati di me, io sono piccolo, ma sto imparando a vivere! Lasciami la mano qualche volta, fammi correre, fammi nascondere, fammi giocare, se mi imbottisci con quel maglione, io quasi non posso respirare!

Vivi mamma e lascia che io viva, lasciami vivere a modo mio, rispetta i miei tempi, i miei spazi e i miei sogni!

Mamma, non lo so se diventerò ingegnere e non lo so se sarò uno chef: dammi la libertà di scegliere, di sbagliare, di capire a mio modo ciò che voglio diventare.

Mamma, non scordarti del bacio della buonanotte e nemmeno di dirmi “in bocca al lupo” quando vado a scuola, un giorno rimpiangerai ciò che sbadatamente non sei riuscita a darmi e io per sempre rimpiangerò ciò che davvero mi serviva da te.

Io ti adoro e tu mi ami, ma se ti fidi di me, io mi fiderò del mondo.

Mamma, lasciami crescere come cresce un bambino, se non imparo dalle esperienze, non saprò affrontare al meglio la vita.

Mamma, questo è anche il mio mondo e io voglio scoprirlo con te.

Cosa ci insegna?

La pedagogista Maria Montessori afferma che qualunque aiuto non necessario dato dai genitori ai propri figli è di ostacolo a una crescita sana ed equilibrata.


“Nessuno può essere libero se prima non è indipendente” – Maria Montessori


I figli, fin da quando sono dei bambini, hanno bisogno di familiarizzare con ostacoli, difficoltà, cadute, errori… solo così potranno fortificare il loro carattere e diventare adulti di solido spessore.

Il comportamento che tengono i lupi con i propri cuccioli offre a tutti i genitori un’importante lezione di vita. I lupi, infatti, arrivano al punto di aggredire i propri cuccioli per spingerli ad abbandonare la tana ed entrare a far parte del branco.


“La cosa più importante che i genitori possono insegnare ai loro figli è come andare avanti senza di loro” – Frank A. Clark


I genitori saggi, dunque, anziché tenere costantemente i figli sotto le proprie ali, devono incoraggiarli ad affrontare il volo da soli e a essere, in qualunque frangente, genitori di se stessi.

Se siete genitori, resistete all’istinto di aiutare i vostri figli alla prima richiesta, non teneteli in una campana di vetro, lasciate ogni tanto che se la cavino da soli, metteteli alla prova, non rimuovete continuamente gli ostacoli, non soffocateli con la vostra ansia.

Se vengono abituati a superare da soli le difficoltà, saranno in grado di affrontare con successo le prove della vita.


“I figli sono come gli aquiloni. Arriva il giorno in cui si innalzano e tu devi insegnare loro a volare, tenendoli con quel filo esile che si dipana dalle tue mani. Possono cadere a terra più volte e tu dovrai ripararli e innalzarli ancora nel vento. Ti chiederanno sempre più spago e per ogni metro che si dipanerà dalle tue mani, il tuo cuore si riempirà di gioia e di tristezza. Via via che l’aquilone si allontanerà, avvertirai che il filo che ti unisce a lui prima o poi si spezzerà e lo vedrai volare libero e solo nel cielo della vita. In quel momento ti renderai conto di aver assolto il tuo compito di genitore e ti augurerai che il vento sia sempre propizio” – Romano Battaglia


Se hai gradito questo articolo, condividilo cliccando sui pulsanti che trovi sotto e iscriviti ora alla newsletter,  se vuoi ricevere i nuovi articoli. Sarà un vero piacere annoverarti tra i miei lettori. Grazie di cuore!!

Inserisci la tua email:

3 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *