Il dolce e l’amaro

C’erano una volta due uomini che mangiavano esattamente lo stesso cibo, ma uno aveva due piatti, mentre l’altro ne aveva uno solo.

L’uomo con due piatti separava il cibo amaro da quello dolce: in un piatto metteva solo i cibi amari, nell’altro solo quelli dolci. L’uomo con un piatto solo mescolava insieme l’amaro e il dolce.

Con il passare del tempo, il primo uomo non faceva che dimagrire, sembrava stesse scomparendo, mentre il secondo – che mangiava esattamente lo stesso cibo – godeva una salute sempre migliore, ogni giorno che passava.

Alla fine il primo, vedendo che la morte si avvicinava, chiese disperato all’altro il segreto della sua vitalità e del suo vigore. “Tu hai due piatti”, rispose costui, “e separi l’amaro dal dolce, dando così molta importanza al sapore, e non permettendo al cibo che prendi di sostenerti con la sua linfa interiore. Io ho sempre avuto un solo piatto, per cui ho sempre mescolato il dolce e l’amaro, non sono stato preso in trappola dal gusto: qualunque cosa mi sia stata data da mangiare l’ho accettata come semplice cibo che mi offriva il suo nutrimento, ringraziandone Iddio.”

A queste parole l’uomo si sollevò dal suo letto di morte, afferrò con grande sforzo uno dei suoi due piatti e lo fece a pezzi. E con il piatto rimasto mangiò con gratitudine il cibo che il suo amico gli offrì, e ben presto tornò in salute.

Osho, Il gioco delle emozioni

Cosa ci insegna

L’equilibrio nasce come frutto dell’esperienza di tutte le dimensioni della vita, è il risultato della nostra crescita interiore e dell’accettare con eguale benevolenza il dolce e l’amaro che la vita ci offre, senza scegliere, senza opporre resistenza a ciò che ci arriva.

La scelta divide la vita: qualcosa viene tagliato e gettato via. Non accetti la totalità. Accetti qualcosa e neghi qualcos’altro: ecco cosa vuol dire scegliere. Ma la vita è una totalità. Se scegli qualcosa e neghi qualcos’altro, ciò che neghi ti raggiungerà, perché la vita non può essere divisa. E ciò che neghi, per il solo fatto che lo neghi, acquista un enorme potere su di te. Nulla può essere negato, puoi solo chiudere gli occhi, fuggire. Puoi distogliere la tua attenzione da ciò che vuoi nascondere, ma resterà comunque presente, nascosto, in attesa di riaffermarsi. La vita è totalità. […] Questa è la via della vita: passa attraverso la felicità e il dolore, donandoti profondità, carattere e significato. Quindi entrambe le cose vanno bene. Io sostengo che vanno bene entrambe. Non dico di scegliere, bensì affermo che vanno bene entrambe; non scegliere. Piuttosto, godi di entrambe, lasciale accadere. Sii aperto, senza resistenza. Non aggrapparti a una e non resistere all’altra. Fa che la non-resistenza sia il tuo motto. Qualunque cosa la vita mi dia, sarò pronto e disponibile ad accoglierla, l’apprezzerò. Anche le notti vanno bene e sono bellissime, la sofferenza ha una bellezza. L’oscurità ha una sua bellezza e il giorno ne ha un’altra. Non esiste paragone e non esiste scelta. Entrambi hanno la propria dimensione in cui operare. Quando in te sorgerà questa consapevolezza, non sceglierai. Sarai un semplice testimone e apprezzerai entrambi. Questa assenza di scelta si trasforma in estasi. L’estasi non è contraria alla sofferenza: è una qualità che puoi portare in qualsiasi cosa, persino nel dolore.

Osho

Siamo chiamati a camminare con coraggio nella vita, nonostante a volte sia necessario confrontarsi con esperienze molto amare. Dobbiamo attingere forza dal divino che è dentro di noi, senza sperare che siano gli altri a trarci di impiccio e senza pretendere che la situazione sia diversa da quella che è. È il modo in cui affrontiamo le prove che fa la differenza, non la prova in sé.

L’uomo deve scoprire la forza che è in se stesso e deve camminare con coraggio nella vita. Dio vive dentro di lui e da Lui deve attingere la forza in tutte le situazioni. Ma anche il mondo è dentro di lui ed è l’uomo che deve stare in faccia al mondo. Non deve aspettare che siano gli altri a portargli la gioia e la serenità, togliendolo dalle difficoltà. Deve pensare che questo dipende da se stesso e da dentro se stesso. Deve essere forte, deve avere coraggio per affrontare i tanti problemi della vita. Tutte le difficoltà possono essere da lui superate. La sua vera potenza è nella sua carica interiore: è in questo la sua vera e prima protezione contro tutte le minacce che gli vengono dal mondo esteriore. La priorità dello Spirito è la verità prima. Ma per evolvere egli deve aiutare se stesso per primo. Non deve aspettarsi da altri quello che deve fare da solo. Ciò che dipende da lui è nelle sue mani. Quello che non dipende da lui è il Piano divino che lui non può comprendere, tanto meno modificare.

Amadeus Voldben

Questo articolo è attinto dal libro Straordinari racconti per consolidare il tuo potere interiore di Bianca Rifici

Straordinari racconti per consolidare il tuo potere interiore - Rifici Bianca

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