Prendiamo le distanze dai pensieri perché noi non siamo i nostri pensieri

Molte delle nostre sofferenze, dei nostri dolori, dei nostri problemi derivano dal fatto che ci identifichiamo con i nostri pensieri, crediamo erroneamente di essere i nostri pensieri e fino a quando non ci convinceremo che i pensieri non sono nostri continueremo a soffrire, ad alimentare quel “corpo di dolore” che contraddistingue il nostro apparato psicofisico.

Dobbiamo capire che la mente è un organo e che al pari degli altri organi ha una sua  funzione: produrre pensieri, ma noi non siamo i nostri pensieri, questi pensieri non ci appartengono, non dobbiamo essere interessati ad essi, lasciamoli scorrere, non analizziamoli, non condanniamoli, non giudichiamoli, non indugiamo su di essi, osserviamoli semplicemente, senza prenderli sul serio.

Osservare i pensieri senza identificarci con essi, significa riappropriarci  del nostro ruolo di “padrone”.

La mente mente

La mente è e deve restare “sottomessa”, perché solo così potrà esplicare al massimo le sue potenzialità, senza nuocerci, senza trascinarci  nel baratro, senza imprigionarci nella sua negatività.

 La mente è angelo e demone nel contempo, conoscere  questa sua duplice natura ci permetterà di dominarla e di sfruttare al meglio il suo enorme potenziale.

Il cervello  è una macchina a dir poco prodigiosa, è costituito da oltre 100 miliardi di cellule nervose chiamate neuroni i quali formano una complessa rete neurale e possono comunicare tra di loro  per mezzo di fibre nervose dette sinapsi.

Ogni neurone, per intenderci meglio, si può paragonare ad un piccolo computer che agisce indipendentemente, ma che può anche comunicare con gli altri miliardi di neuroni attraverso uno straordinario reticolo di 1600 chilometri di filo di fibre nervose.

La potenzialità di questi neuroni è di potersi connettere tra di loro creando una “rete neuronale” di capacità pressoché infinita nel contenere e trasmettere informazioni, ognuna di queste cellule è di una complessità tale che  nessun computer è in grado di uguargliarne le capacità, insomma il nostro cervello nasconde un genio silente cui possiamo dar voce se solo impariamo a conoscerci, a capire come siamo veramente fatti, se impariamo a conoscere quelle leggi che governano la materia universale di cui noi siamo parte.

Un neurone con i suoi prolungamenti chiamati dendriti. Si definiscono dendriti (dal greco δένδρον dendron,

Un neurone con i suoi prolungamenti chiamati dendriti. Si definiscono dendriti (dal greco δένδρον dendron, “albero”) le fibre minori che si ramificano a partire dal neurone, che trasportano il segnale nervoso verso il corpo cellulare del neurone.

Abbiamo parlato brevemente del cervello, perché il cervello è in qualche modo collegato  alla mente,  ma non è la mente.

Possiamo considerare mente e cervello come facce diverse di una stessa medaglia, c’è chi paragona il cervello all’hardware di un computer e la mente al software.

Si potrebbe definire il cervello come la parte materiale della mente, in quanto la mente a differenza del cervello non è un organo fisico,  non esiste come sostanza tangibile, non è una cosa che esiste fisicamente, la mente è un flusso dinamico di pensieri.

Ma perché i pensieri sono spesso rivolti ai mali del passato e alle preoccupazioni del futuro? Perché ci procurano sofferenza facendo nascere in noi ansia, inquietudine, preoccupazione, paura? Perché sono prevalentemente orientati verso la negatività e tendono a sabotare ogni nostra esperienza di gioia con dubbi e incertezze?

Semplicemente perché rechiamo l’impronta dell’imperfezione adamica, San Paolo in Romani 5:21 spiega che morte e imperfezione fecero il loro ingresso nel mondo a causa della scelta dei nostri primogenitori di rendersi indipendenti da Dio.

È con loro che nasce la dualità, il giudizio, la distinzione bene e male, prima di allora tutto era perfezione.

L’uomo era stato creato a immagine e somiglianza di Dio, creatura perfetta nel corpo, nella mente, nell’anima, creatura fatta della stessa sostanza di Dio, di energia dinamica, perché Dio, ci dice Isaia 40:26, è energia dinamica e tutto ciò che ha creato cioè  l’universo e l’uomo è energia ( noi siamo fatti della stessa sostanza dell’universo e come tali rispondiamo alle leggi che lo governano).

Senza la guida di Dio l’uomo si allontanò sempre più dal modello originario di creatura perfetta, conobbe la morte, il dolore, il male, la paura, l’ansia, l’insuccesso, il fallimento.

Sì, rechiamo l’impronta dell’imperfezione nella mente, nel corpo, nell’anima, ma nonostante l’imperfezione siamo sempre e comunque creature in cui è l’essenza divina, creature magiche capaci di creare la realtà che vogliamo (“noi siamo dei”, disse San Paolo), dei decaduti, ma comunque dei,  non possiamo certo recuperare da noi la perduta perfezione, ma siamo in grado di  dominare la mente e dominare la mente significa sanare il corpo e l’anima.

È stato ormai dimostrato scientificamente che tutte le malattie dal banale raffreddore al tumore sono causate da stress, traumi,  pensieri e emozioni negative.

I pensieri creano la nostra realtà

Le emozioni sono una naturale conseguenza dei pensieri, pensieri negativi determinano emozioni negative, emozioni negative persistenti sono causa di malattie e malesseri e generano convinzioni radicate che influenzano il nostro agire e attraggono nella nostra realtà  eventi rispondenti a tali convinzioni.

I pensieri dunque sono responsabili del nostro stato di salute e creano la nostra realtà perché sono energia, vibrazioni di una determinata frequenza che attraggono in base alla legge di attrazione frequenze simili.

Hai presente un diapason? È un piccolo strumento costituito da un asticella e da due rebbi il quale viene usato nella pratica musicale per produrre la nota “la” e accordare gli strumenti.

Se viene percosso e viene posto accanto ad un altro diapason, trasmette ad esso il proprio moto oscillatorio ponendolo in vibrazione senza che quest’ultimo sia stato sfiorato, per il semplice fatto che frequenze simili si attraggono.

Questo fenomeno prende il nome di oscillazione simpatica o risonanza acustica.

noi non siamo i nostri pensieri

Diapason con cassettine di risonanza

Qualcosa di simile avviene nella nostra realtà, i pensieri sono vibrazioni di una determinata frequenza e attirano eventi, episodi della stessa frequenza.

La legge di attrazione dice che  si attrae ciò che è in risonanza con il nostro mondo interiore, con le nostre intenzioni, convinzioni più profonde, ciò su cui concentriamo maggiormente la nostra attenzione.

La validità della legge di attrazione è ormai provata dalla fisica quantistica la quale dimostra che il pensiero è energia che si materializza, energia che crea la nostra realtà.

Nulla avviene per caso, la realtà è creata dai nostri pensieri, appropriatamente San Paolo disse che qualunque cosa seminiamo, questa pure mieteremo, i pensieri costituiscono la nostra semina e la realtà il nostro raccolto.

Buddha disse che noi siamo quello che pensiamo e che tutto quello che siamo, proviene dai nostri pensieri: pensieri e parole, disse appropriatamente San Francesco, diventano le profezie della nostra vita.

noi non siamo i nostri pensieri

Quali pensieri vanno controllati e dominati? Non certo quelli che sono “nostri” cioè quei pensieri che scaturiscono da un atto di volontà e che sono finalizzati al raggiungimento di uno scopo, di un obiettivo, finalizzati alla programmazione e alla pianificazione di progetti, bensì quei pensieri  involontari e compulsivi che non ci appartengono, ma ci “accadono”, pensieri legati alle preoccupazioni per il futuro,  pensieri che attingono dal nostro “corpo di dolore” mali di ogni genere: torti subiti, traumi, soprusi, dolori, ricordi spiacevoli, paure, fallimenti, insuccessi, sensi di colpa…

Si tratta di pensieri che generano continui monologhi interiori, pensieri deprimenti, autolimitanti che assorbono parecchia energia e catturano la nostra attenzione generando emozioni negative molto nocive.

Cosa fare per neutralizzare e dominare questi pensieri? Lo vedremo nel prossimo articolo

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