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Gandhi: frasi tratte da "L'arte di vivere"

Frasi di Gandhi: “L’arte di vivere”

IL RUOLO DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ

Spesso si attribuisce ad una persona un brutto nome e col passare del tempo essa comincia a identificarsi con la bruttezza di quel nome. Chiamare la donna “sesso debole” è una calunnia. Non so in che senso si possa dire che la donna è il sesso debole. Se ciò significa che le manca la brutalità istintiva dell’uomo o che non la possiede nella stessa misura, ciò si può ammettere. Ma allora la donna proprio per questo dovrebbe essere detta il sesso nobile. Se è debole nel colpire, è forte nel soffrire. Ho descritto la donna come personificazione del sacrificio e della nonviolenza.

Vorrei che la donna si rendesse conto della forza latente che possiede. È in suo potere rendere il mondo più degno di essere abitato e dovrebbe farlo per se stessa come anche per il suo compagno, l’uomo, sia padre, figlio o marito, smettendola di ritenersi debole e adatta perciò soltanto ad essere bambola che diverte l’uomo… Continua a leggere

Frasi di Susanna Tamaro

“Molti dicono che in amore vince chi fugge, altri che vince chi aspetta. Io dico che in amore vince semplicemente chi ama e anche se non è corrisposto è pur sempre vincitore, perché amare è la cosa più nobile che l’uomo possa fare”.

Non avevo un centro dentro di me, di conseguenza non sopportavo di vedere all’esterno ciò che avevo al mio interno”. Continua a leggere

L’amicizia secondo Fred Uhlman dal libro “L’amico ritrovato” “Non ricordo esattamente quando decisi che Konradin avrebbe dovuto diventare mio amico, ma non ebbi dubbi sul fatto che, prima o poi, lo sarebbe diventato. Fino al giorno del suo arrivo io non avevo amici. Nella mia classe non c’era nessuno che potesse rispondere all’idea romantica che […]

Amicizia – Michel Montaigne (dal libro “Saggi”)

Del resto, quelli che chiamiamo abitualmente amici e amicizie, sono soltanto dimestichezze e familiarità annodate per qualche circostanza e vantaggio, per mezzo di cui le nostre anime si tengono unite.

Nell’amicizia di cui parlo, esse si mescolano e si confondono l’una con l’altra in un connubio così totale da cancellare e non ritrovar più la connessura che le ha unite.

Se mi si chiede di dire perché l’amavo, sento che questo non si può esprimere se non rispondendo: ‘Perché era lui; perché ero io’. Continua a leggere